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Cosa vedere a Rieti: centro storico e dintorni

Rieti è una di quelle città che si fa fatica a descrivere a chi non c’è mai stato. Non è una meta di massa, non è sul radar dei grandi tour operator, eppure chiunque ci vada torna con quella sensazione di aver trovato qualcosa di autentico. Dove si trova Rieti? A circa ottanta chilometri da Roma, lungo la Via Salaria, nel cuore del Lazio settentrionale. Una città che vanta, tra le altre cose, il primato geografico curioso di trovarsi vicino al punto considerato il centro geografico d’Italia.

Il centro storico medievale è intatto, cinto da mura del XIII secolo e attraversato da vicoli in pietra che conducono da una sorpresa all’altra. Ma cosa vedere a Rieti significa anche guardare fuori dalla città: la Valle Santa con i suoi quattro santuari francescani, il Monte Terminillo con le sue piste da sci e i sentieri estivi, i laghi di Ripasottile e i borghi medievali della Sabina. Cosa fare a Rieti dipende dal tipo di viaggio che si cerca — culturale, spirituale, naturalistico, gastronomico — e questa guida tenta di coprire tutte le opzioni.

 

Dove si trova Rieti e come raggiungerla

Rieti è il capoluogo dell’omonima provincia, la più settentrionale del Lazio. Si trova nella Conca Reatina, una pianura alluvionale circondata da montagne, percorsa dal fiume Velino che l’attraversa e poi si getta nel fiume Nera con la spettacolare Cascata delle Marmore (a breve distanza, già in Umbria). La città dista circa 80 km da Roma e 92 km da Viterbo.

In auto si raggiunge comodamente percorrendo la Via Salaria (SS 4), una delle più antiche vie consolari romane. L’itinerario da Roma è semplice e in circa un’ora e mezza ci si trova già nel centro storico. Per chi preferisce i mezzi pubblici, ci sono autobus COTRAL da Roma Tiburtina e collegamenti ferroviari da Roma Termini con cambio a Orte. La stazione di Rieti dista una decina di minuti a piedi dal centro.

La posizione di Rieti la rende un ottimo punto di partenza per esplorare l’intera area appenninica laziale: da qui si raggiungono in auto in meno di mezz’ora il Monte Terminillo, la Valle Santa e diversi borghi medievali di grande interesse. Chi viene per il weekend può organizzare una base di soggiorno a Rieti e visitare i dintorni senza spostare il bagaglio.

 

Il centro storico: cosa vedere a Rieti in un giorno

Il centro storico di Rieti si percorre comodamente a piedi in mezza giornata. Il punto di partenza ideale è Piazza Vittorio Emanuele II, il grande spazio aperto su cui si affacciano il Palazzo Comunale e i principali edifici civili della città. Da qui si irradia una rete di vicoli e strade medievali che toccano quasi tutti i monumenti principali.

 

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è il monumento più rappresentativo di Rieti. Costruita nel 1109, è un imponente edificio romanico con un campanile del XII secolo che domina lo skyline della città. L’interno è a tre navate e custodisce opere d’arte di notevole pregio, tra cui la Cappella di Santa Barbara, progettata da Antonio Gherardi nel XVII secolo con una soluzione architettonica originale: una cupola a ottagono sovrapposta a una pianta quadrata. Adiacente alla Cattedrale si trova il Palazzo Vescovile del 1283, con il caratteristico portico e i piani superiori che ospitano la Pinacoteca del Museo Diocesano.

Poco distante, l’Arco del Vescovo (o Arco di Bonifacio VIII) è una struttura medievale che collega il Palazzo Vescovile alla Cattedrale: un passaggio coperto che permetteva al vescovo di raggiungere la chiesa senza scendere in strada. Ancora oggi percorrerlo dà una sensazione insolita, come se la città si aprisse in un set cinematografico. Si trova a pochi passi da Piazza San Rufo, dove una piccola colonna di pietra indica il punto ritenuto l’Umbilicus Italiae, ovvero il centro geografico d’Italia.

 

Il Museo Civico

Il Museo Civico di Rieti è diviso in due sezioni. La sezione storico-artistica, ospitata al secondo piano del Palazzo Comunale, raccoglie opere che vanno dal Medioevo all’Ottocento: tra i pezzi più notevoli, una Ebe di Antonio Canova (1815), tavole del Trecento e del Quattrocento tra cui una tavola del 1370 di Luca di Tommè, dipinti barocchi di Giovanni Battista Benaschi e Antonio Gherardi, e un modello in legno della Cappella Vincenti Mareri realizzato da Giuseppe Valadier ai primi dell’Ottocento. La sezione archeologica, spostata nel 2001 nell’ex Monastero di Santa Lucia, custodisce reperti di origine preistorica, etrusca, ellenistica e romana, comprese monete, gioielleria e sculture.

 

Rieti Sotterranea

Uno degli angoli più curiosi e meno noti della città è Rieti Sotterranea: un percorso guidato che porta alla scoperta dei resti di un viadotto romano sepolto sotto il centro storico. La struttura faceva parte della Via Salaria e permetteva l’ingresso diretto in città evitando le aree paludose che circondavano Rieti in epoca romana. La visita è possibile con prenotazione e dura circa un’ora. È uno di quegli itinerari sotterranei che in Italia tendono a essere molto suggestivi e qui è particolarmente interessante perché rivela quanto la città attuale poggi letteralmente su quella antica.

 

Il Teatro Flavio Vespasiano e altri edifici

Il Teatro Flavio Vespasiano è il teatro storico di Rieti, costruito alla fine dell’Ottocento in stile neoclassico. È considerato uno dei teatri più eleganti del centro Italia per la sua acustica eccezionale e le decorazioni dorate dell’interno. Anche quando non ci sono spettacoli in programma, vale la pena visitarlo per l’architettura.

Nel centro storico meritano una sosta anche la Basilica di Sant’Agostino (XIII secolo, con l’esterno romanico-gotico e l’interno barocco), la Chiesa di San Domenico del 1266 (restaurata di recente, con affreschi del ’400 e un monumentale organo a canne), e la Chiesa di San Francesco (1245–1253) sulla piazza omonima. Il Palazzo del Governo, affacciato su Piazza Vittorio Emanuele II, ha una doppia loggia cinquecentesca che ne fa uno degli edifici civili più eleganti della città.

 

La Valle Santa e i santuari francescani

Se c’è una cosa che rende Rieti unica nel panorama del Lazio, è il suo legame con San Francesco d’Assisi. Il santo di Assisi trascorse periodi fondamentali della sua vita nelle colline attorno alla città, e in questi luoghi fondò quattro eremi che ancora oggi formano uno dei circuiti di turismo spirituale più importanti del centro Italia. I quattro santuari — Fonte Colombo, La Foresta, Greccio e Poggio Bustone — si trovano distribuiti intorno alla Conca Reatina e, visti dall’alto, formano idealmente una croce, che è considerata la sigla spirituale di Francesco nel Reatino.

 

Fonte Colombo: il Monte Sinai francescano

Il Santuario di Fonte Colombo è forse il più importante dei quattro. Si trova a circa 6 km da Rieti ed è il luogo dove, nel 1223, san Francesco — dopo quaranta giorni di digiuno — dettò la Regola definitiva dell’Ordine francescano. Per questo è detto il “Monte Sinai francescano”: come Mosè ricevette le tavole della Legge sul Sinai, Francesco qui dettò le regole di vita per i suoi frati. Il complesso è composto dal Santuario Inferiore e dalla Grotta delle Rivelazioni, accessibile con un sentiero ripido tra la vegetazione. Dal piazzale si gode di una vista panoramica sulla Valle Santa che vale da sola il viaggio.

 

Greccio: il primo presepe vivente della storia

Il Santuario di Greccio, a circa 16 km da Rieti, è celebre per un episodio del 1223 che ha cambiato la storia della tradizione natalizia. Fu qui che San Francesco allestisce il primo presepe vivente della storia: con veri animali, veri pastori e la Sacra Famiglia rappresentata fisicamente, per rendere comprensibile il Natale alla gente comune. La pratica si diffuse da Greccio in tutta Italia e poi nel mondo intero. Il santuario è arroccato su una parete rocciosa immersa nel bosco, con una posizione scenografica che da sola giustifica la visita anche per chi non è particolarmente interessato al pellegrinaggio religioso.

 

Poggio Bustone e Santa Maria della Foresta

Il Santuario di Poggio Bustone, a circa 17 km da Rieti, si trova immerso nei boschi sopra il borgo omonimo e è il luogo dove Francesco ricevette la rivelazione della propria redenzione: lo ‘Speco superiore’ è considerato il luogo della sua nascita spirituale. Il Santuario di Santa Maria della Foresta, il più vicino alla città (poco più di 5 km), fu il luogo dove Francesco si fermò per oltre quattro mesi mentre si curava un’infermità agli occhi. Oggi ospita il Tempietto della Pace, progettato nel Novecento per simboleggiare il messaggio centrale della predicazione francescana.

Tutti e quattro i santuari sono collegati dal Cammino di Francesco, un percorso a piedi, in mountain bike o a cavallo che parte da Roma e arriva ad Assisi attraverso la Conca Reatina. È segnalato con frecce direzionali sulla pavimentazione nei centri abitati e paletti in legno lungo i sentieri. Chi vuole percorrere solo il tratto reatino può procurarsi il Passaporto del Cammino presso l’ufficio turistico di Rieti in via Cintia 87, che attesta le tappe percorse.

 

Cosa vedere nei dintorni di Rieti

Il Monte Terminillo

A circa 25 km da Rieti, il Monte Terminillo (2217 m) è la montagna di riferimento della provincia. In inverno ospita piste da sci accessibili e frequentate soprattutto dalle famiglie romane, con impianti di risalita e servizi sulla neve. In estate e in primavera si trasforma in un territorio escursionistico di grande valore: sentieri tra faggete, praterie d’alta quota e rifugi dove fermarsi. La parte orientale e settentrionale del massiccio è la meno antropizzata e quella più selvaggia. A Pian de’ Valli, nel cuore della montagna, si trova il Tempio di San Francesco al Terminillo, un edificio contemporaneo con un campanile di 52 metri visibile da tutta la piana: progettato nel Novecento, è un elemento architettonico inatteso in un contesto naturale.

 

I Laghi di Lungo e di Ripasottile

A est di Rieti, lungo la strada per Leonessa, si trovano i Laghi di Lungo e di Ripasottile, tutelati da una riserva naturale regionale. Sono laghi di origine carsica, circondati da canneti e boschi di ontani, e costituiscono uno degli ambienti naturali più ricchi di biodiversità del Lazio settentrionale. La riserva ospita una grande varietà di uccelli acquatici ed è frequentata da birdwatcher. L’accesso è libero e si possono percorrere i sentieri attorno ai laghi anche con bambini piccoli, senza particolari attrezzature.

 

Il Ponte Romano sul Velino

All’uscita della città, lungo il corso del fiume Velino, affiorano ancora le arcate del Ponte Romano originario, parte dell’antica Via Salaria. Accanto ad esso è stato costruito il ponte moderno, e la sovrapposizione dei due manufatti â separati da duemila anni di storia â è visivamente molto efficace. Non è una meta da sola, ma è una deviazione di pochi minuti che vale la pena fare passando.

 

Borghi e dintorni: Fara in Sabina e Cittaducale

I dintorni di Rieti e dintorni offrono anche diversi borghi medievali. Fara in Sabina, a circa 35 km a sud verso Roma, è nota per l’Abbazia di Farfa, uno dei monasteri benedettini più importanti d’Italia: fondato nel VI secolo, conserva un patrimonio artistico e architettonico di grande rilievo, oltre a una produzione propria di liquori e specialità alimentari. Cittaducale, a pochi chilometri da Rieti verso est, è un borgo di fondazione angioina del 1309, con le mura originali quasi intatte e un centro storico ben conservato. Nei suoi pressi si trovano le Terme di Cotilia, frequentate già in epoca romana — si narra che l’imperatore Vespasiano fosse ospite abituale.

 

Cosa mangiare a Rieti: la gastronomia reatina

La cucina di Rieti e della sua provincia è una cucina montana e contadina, con materie prime di alta qualità e poca elaborazione: cereali, legumi, carni ovine e bovine, salumi e formaggi di pecora. Tra i piatti più tipici c’è la stracciatella reatina, una minestra di brodo di carne con uova sbattute e formaggio grattugiato, simile alla stracciatella romana ma con alcune varianti locali. In autunno sono protagonisti i funghi porcini del Terminillo e la cacciagione di montagna.

Tra i prodotti di eccellenza del territorio vale segnalare l’Olio di Sabina DOP, tra i più pregiati del Lazio, prodotto nelle colline tra Rieti e Roma. I vini locali non hanno DOC proprie di grande notorietà, ma nelle trattorie del centro si trovano vini del territorio interessanti, spesso non etichettati. Non va dimenticato che i laghi reatini forniscono pesce d’acqua dolce che compare nei menù di alcuni ristoranti locali: luccio, tinca e anguilla sono ingredienti di ricette tradizionali sempre meno comuni altrove.

 

Quanto tempo dedicare a Rieti?

Per visitare Rieti in modo soddisfacente serve almeno un weekend. Il primo giorno è sufficiente per il centro storico: Cattedrale, Palazzo Vescovile, Museo Civico, Rieti Sotterranea e una passeggiata tra i vicoli. Il secondo giorno è dedicabile alla Valle Santa: i quattro santuari francescani possono essere visitati in giornata in auto, oppure percorrendo a piedi i tratti del Cammino di Francesco tra un santuario e l’altro.

Chi ha a disposizione un terzo giorno può spingersi al Monte Terminillo, visitare i Laghi di Ripasottile o fare una deviazione verso l’Abbazia di Farfa. Cosa visitare a Rieti dipende dagli interessi: per chi ama la storia medievale, il centro storico offre ore di esplorazione. Per chi cerca spiritualità e natura, la Valle Santa è una delle mete più autentiche del Lazio. Per chi vuole montagna, il Terminillo è presente in ogni stagione.

Rieti è ancora abbastanza lontana dal turismo di massa per offrire quell’esperienza rara di una città italiana medievale vissuta a misura d’uomo. I ristoranti non sono sovraffollati, i monumenti sono visitabili senza code, i vicoli del centro appartengono ancora ai residenti. Su lazioshopping.it trovi altri itinerari e guide per scoprire il Lazio meno conosciuto.

 

Domande frequenti su cosa vedere a Rieti

Cosa è la Valle Santa di Rieti?

La Valle Santa di Rieti è il nome dato alla zona collinare che circonda la Conca Reatina, dove san Francesco d’Assisi fondò quattro eremi e conventi. I quattro santuari francescani — Fonte Colombo, La Foresta, Greccio e Poggio Bustone — sono oggi mete di pellegrinaggio e turismo spirituale, collegati dal Cammino di Francesco. A Greccio fu allestito il primo presepe vivente della storia (1223); a Fonte Colombo Francesco dettò la Regola dell’Ordine.

Il Museo Civico di Rieti è aperto tutto l’anno?

La sezione storico-artistica del Museo Civico di Rieti è aperta dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00; il lunedì, il sabato e la domenica è chiusa. Gli orari possono variare in occasione di eventi o lavori. Prima di visitarlo è consigliabile verificare i giorni di apertura sul sito del Comune di Rieti o telefonando direttamente al museo.

In quale periodo è meglio visitare Rieti?

Rieti si visita bene tutto l’anno. La primavera (aprile–maggio) è il periodo migliore per la Valle Santa e i santuari francescani: la vegetazione è rigogliosa e le temperature sono miti. L’autunno (settembre–ottobre) è ottimo per escursioni al Terminillo e per la gastronomia (funghi, tartufo, cacciagione). L’inverno porta la neve sul Terminillo e un’atmosfera medievale al centro storico. L’estate è calda e la città è meno affollata rispetto alle altre mete laziali.

 

Hai visitato Rieti o stai pianificando un viaggio? Racconta nei commenti quale zona ti ha colpito di più — il centro storico medievale, la Valle Santa o il Terminillo — o chiedi informazioni su come organizzare al meglio la visita.