I borghi più belli del Lazio da non perdere assolutamente
Il Lazio non è solo Roma. È una regione che nasconde, al di fuori della capitale, un numero straordinario di borghi distribuiti tra le cinque province — ognuno con una storia diversa, un’atmosfera sua, un paesaggio che cambia radicalmente a seconda di dove ci si trova. Rupi di tufo che si sgretolano lentamente nel nulla, laghi vulcanici con borghi che si specchiano nell’acqua scura, promontori bianchi affacciati sul Tirreno, valli appenniniche silenziose dove il tempo sembra muoversi a un ritmo completamente diverso da quello di Roma.
L’associazione nazionale “I Borghi più Belli d’Italia” ha riconosciuto oggi oltre venticinque borghi nel Lazio come meritevoli di tutela per interesse storico e artistico: tra questi Civita di Bagnoregio, Sperlonga, Sutri, Vitorchiano, Calcata Vecchia, Castel di Tora, Atina e molti altri. Ma al di là dei riconoscimenti formali, il Lazio ha una densità di luoghi interessanti che richiede molto più di un elenco per essere raccontata.
Questa guida seleziona i borghi del Lazio da visitare più belli e diversi tra loro, suddivisi per area geografica, con approfondimenti pratici su cosa cercare, cosa non perdere e qualche consiglio per costruire itinerari coerenti. Dal profondo nord della Tuscia al Golfo di Gaeta, passando per i Castelli Romani, la Sabina e la Ciociaria.
I borghi della Tuscia Viterbese
La Tuscia viterbese è probabilmente la zona del Lazio con la più alta concentrazione di borghi storici di qualità. Ha l’etrusco nel sottosuolo, il medievale nelle strade e il Rinascimento nei palazzi. È il territorio che i turisti spesso saltano perché concentrati su Roma, e che quasi sempre sorprende chi ci arriva per la prima volta.
Civita di Bagnoregio
Se c’è un borgo nel Lazio che ha raggiunto fama internazionale, è Civita di Bagnoregio, soprannominata la “città che muore” per via della roccia di tufo su cui sorge, che l’erosione dei calanchi sta lentamente consumando. Si raggiunge attraverso un ponte pedonale di circa 300 metri sospeso sulla valle, che collega il borgo alla vicina Bagnoregio. Il borgo ha pochissimi residenti stabili — meno di una decina — ma una vita intensa di visitatori.
Il percorso lungo il ponte è già di per sé un’esperienza: sui due lati si aprono scorci sulle formazioni carsiche dei calanchi, un paesaggio lunare che cambia colore con la luce. Una volta entrati nel borgo, ci si ritrova in un labirinto compatto di vicoli medievali, case in pietra, la chiesa di San Donato e qualche piccolo locale. L’accesso al ponte è a pagamento. Il consiglio è di andarci fuori stagione — primavera o autunno — quando la luce delle tarde mattinate è straordinaria e i visitatori sono una frazione di quelli estivi.
Sutri
A metà strada tra Roma e Viterbo lungo la Via Cassia, Sutri tiene nascosti i suoi tesori nel fondovalle. Il centro storico medievale sale su un’altura tufacea, ma è ciò che si trova intorno a fare la differenza: un anfiteatro romano scavato interamente nel tufo, databile al II–I secolo a.C., che è il più antico in pietra di tutto il Lazio. A poca distanza si stende una vasta area di necropoli etrusche con tombe rupestri distribuite lungo le scarpate del vallone naturale.
L’altra anomalia di Sutri è il Mithraeum: una tomba etrusca trasformata in epoca romana in tempio dedicato al dio Mitra, e poi convertita in età paleocristiana nella chiesa di Santa Maria del Parto, con affreschi medievali ancora leggibili sulle pareti. In pochi metri di roccia si vedono tre civiltà sovrapposte. È uno di quei luoghi dove la stratificazione storica diventa visiva e immediata, senza bisogno di spiegazioni.
Calcata Vecchia
Se Civita di Bagnoregio è il borgo che muore, Calcata Vecchia è il borgo che rinasce in modo insolito. Sorge su una rupe tufacea nella Valle del Treja, a nord di Roma, e fu praticamente abbandonato negli anni Sessanta quando le autorità dichiararono pericolante la roccia. Da allora, anziché scomparire, ha attirato artisti, musicisti, ceramisti e chi cercava un modo di vivere alternativo alla città. Oggi ha un carattere bohemien e colorato che non ha equivalenti nel resto del Lazio.
Le case sono laboratori d’artista, gallerie improvvisate, residenze di scultori. Il centro storico, con i vicoli scavati nel tufo e le case costruite direttamente nella roccia, è unico. I weekend primaverili portano visitatori da Roma, ma durante la settimana è quasi deserto. Nei dintorni, la Valle del Treja offre escursioni tra cascate, pozze naturali e boschi — una riserva naturale poco conosciuta che si abbina perfettamente alla visita al borgo.
Vitorchiano
Nel viterbese, Vitorchiano è uno dei borghi del Lazio più riconoscibili per il suo profilo. Sorge su uno sperone di basalto grigio scuro che si staglia netto sul paesaggio circostante, con le case medievali costruite in peperino — la pietra vulcanica locale — che gli danno un colore e una texture quasi moncromatica. Il borgo è piccolo ma integro, con fontane medievali, vicoli stretti e un centro storico ben conservato.
Un dettaglio curioso: Vitorchiano ospita sul suo territorio una statua dell’Isola di Pasqua — un moai donato dai Rapa Nui al comune in segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta da una delegazione ceca transitata per il borgo negli anni Novanta. È l’unico moai in Europa al di fuori delle isole, e si trova in un prato proprio all’ingresso del paese. Una stranezza che vale da sola il viaggio.
Caprarola e Palazzo Farnese
Tra i borghi più belli del Lazio per chi ama l’architettura rinascimentale, Caprarola occupa un posto a parte. Il borgo sorge su una collina non distante dal Lago di Vico, nella Tuscia, e il suo monumento principale è il Palazzo Farnese — una fortezza pentagonale del XVI secolo che ospita una successione di sale affrescate dai più grandi artisti del periodo, compresa la Sala del Mappamondo con le più belle rappresentazioni geografiche del Rinascimento italiano. I giardini che circondano il palazzo sono immensi e accessibili.
Non è solo il palazzo: anche il centro storico di Caprarola ha un’architettura coerente e ben mantenuta, con il Duomo dalle due torri campanarie e una serie di vicoli che scendono dal palazzo verso la piazza principale. Da non perdere il Parco Naturale Regionale del Lago di Vico nelle vicinanze, uno dei laghi vulcanici meglio conservati del Lazio.
I borghi vicino Roma: Castelli Romani e Prenestini
Chi vive a Roma o la visita per qualche giorno ha nel raggio di 30–60 km una serie di borghi del Lazio da visitare raggiungibili anche senza pernottare. I Castelli Romani sono i più noti, ma ci sono anche le valli prenestine, il Tiburtino e la zona degli Ernici che offrono alternative meno frequentate.
Castel Gandolfo
Castel Gandolfo è noto principalmente come residenza estiva dei Papi, ma merita una visita indipendente da questa associazione. Il borgo si affaccia sul Lago di Albano con una prospettiva che non è facilmente eguagliabile nella zona: le acque scure di origine vulcanica, la costa boscosa, le ville che scendono verso il lago. Dal 2016 il Palazzo Apostolico e i Giardini Papali sono aperti al pubblico — una novità importante, considerato che per secoli erano stati off-limits. Gli orti pontifici, i fondi agricoli e la terrazza con vista sul lago sono oggi visitabili con tour guidati.
Il centro del borgo è compatto e piacevole da percorrere. La Chiesa di San Tommaso di Villanova e la fontana sono entrambe opera del Bernini: un dettaglio che dice qualcosa del livello di attenzione dedicato a questo luogo nei secoli. Il porticciolo sul lago, raggiungibile a piedi dal centro, funziona come punto di aggregazione serale. Le tradizioni del borgo includono un mercato settimanale e la Sagra delle Pesche, tra luglio e agosto, uno degli appuntamenti gastronomici più frequentati dei Colli Albani.
Ariccia
Ariccia è uno dei borghi dei Castelli Romani meno discussi rispetto alla sua qualità. Il centro storico è un capolavoro barocco: nel Seicento la famiglia Chigi commissò a Gian Lorenzo Bernini la progettazione dell’intero impianto urbano, inclusa la Chiesa dell’Assunzione e il Palazzo Chigi. Il risultato è uno degli esempi più rari di urbanistica barocca applicata a scala di borgo: coerente, elegante, perfettamente leggibile.
Ariccia è anche la capitale laziale della porchetta: la Sagra della Porchetta di Ariccia ogni settembre richiama visitatori da tutta la regione. Ma la porchetta di Ariccia è presente tutto l’anno nelle fraschette locali — le osterie tradizionali dei Castelli dove si mangia il vino della casa con affettati e pane casereccio. È un’esperienza gastronomica autentica che resiste nonostante la vicinanza con Roma.
Nemi
Pochi chilometri da Castel Gandolfo, sempre tra i Castelli Romani, Nemi sorge affacciato sul Lago di Nemi — un cratere vulcanico di dimensioni ridotte, circondato da boschi e coltivazioni di fragole. Il paese è noto per le fragole di Nemi, una varietà locale piccola e profumata che viene celebrata ogni anno a giugno con una sagra che trasforma le strade in un percorso di degustazione.
Il Museo delle Navi Romane nei pressi del lago conserva i modelli delle due grandi navi di Caligola recuperate dal fondale — le navi originali furono distrutte durante la seconda guerra mondiale. Il borgo ha un profilo caratteristico: case che si affacciano sul lago dall’alto con scalinate e vicoli, in un sistema che funziona bene in qualsiasi stagione ma che è particolarmente bello in autunno, quando il foliage dei boschi intorno al lago colora il paesaggio.
Subiaco
A circa 70 km da Roma, nella Valle dell’Aniene, Subiaco è molto più di un borgo medievale. È il luogo dove San Benedetto da Norcia si ritirò in eremitaggio nel VI secolo, prima di fondare l’Ordine Benedettino. I due monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto sono tra i siti più scenografici dell’Italia centrale: il secondo è costruito letteralmente nella roccia, con una serie di cappelle sovrapposte che scendono verso la gola del torrente Aniene. Sono candidati al riconoscimento UNESCO, insieme al borgo di Bomarzo.
Subiaco vanta un primato insolito: nel 1464 ospitava la prima tipografia a caratteri mobili d’Italia, installata da Konrad Sweynheym e Arnold Pannartz, due collaboratori tedeschi di Gutenberg che trovarono ospitalità nel monastero benedettino. Il borgo medievale che domina la Rocca Abbaziale è integro e percorribile a piedi, con un centro storico che conserva la struttura dell’impianto medievale. Si inserisce naturalmente in una visita ai Monti Simbruini e al Parco Naturale Regionale.
Castel San Pietro Romano
Meno noto ma straordinariamente panoramico, Castel San Pietro Romano è uno dei borghi più piccoli dei Monti Prenestini — appena 900 abitanti, arroccato a 763 metri sul livello del mare sopra la città di Palestrina. Dalla Rocca dei Colonna si domina un panorama che nei giorni limpidi arriva fino alla costa e, nelle giornate di tramontana, si vede Roma con i suoi monumenti. È uno dei punti panoramici più ampi del Lazio, quasi sempre ignorato dalle guide.
Il centro storico è caratterizzato da edifici medievali ben conservati, le Mura Ciclopiche di origine preromana e la Chiesa di Santa Maria della Costa. È un borgo dove si viene principalmente per la quiete e per la vista — l’opposto dei borghi mondani. Un posto dove tornare più di una volta.
I borghi del Lazio meridionale e della costa pontina
Il Lazio meridionale concentra alcuni dei borghi più belli del Lazio in un’area geograficamente varia: il litorale pontino con i borghi bianchi affacciati sul Tirreno, le colline dei Monti Lepini, i fondovalle della Ciociaria. Le distanze da Roma sono maggiori rispetto ai Castelli, ma l’esperienza compensa lo spostamento.
Sperlonga
Sul litorale tra Gaeta e Terracina, Sperlonga è il borgo balneare del Lazio con la reputazione più consolidata. Il centro storico, tutto bianco con case a cubo, sale su un promontorio a picco sul mare: vicoli stretti, scalinate, fiori ai balconi, piazzette nascoste da cui si vede il Tirreno su entrambi i lati. Chi viene dalla Sardegna o dalla Grecia riconosce immediatamente il carattere mediterraneo del posto — e non si sbaglia.
A pochi minuti dal centro si trova il Museo Nazionale Archeologico di Sperlonga, uno dei musei meno conosciuti del Lazio: conserva i resti della villa di Tiberio con la sua grotta marina, e i gruppi scultorei trovati nel ninfeo durante i lavori della strada litoranea negli anni Cinquanta. Il gruppo di Polifemo e il gruppo dello Scilla sono sculture di grandezza monumentale e qualità eccezione. Sperlonga d’estate è frequentatissima; in primavera e autunno recupera quella tranquillità che la rende davvero piacevole.
Gaeta medievale
Sul golfo omonimo, Gaeta è una delle città della costa laziale con la storia più stratificata. Il borgo medievale — da distinguere dal lungomare moderno — si trova sulla punta del promontorio di Monte Orlando: case colorate, vicoli stretti, chiese romaniche, il Castello Angioino-Aragonese che domina tutto. Il Santuario della Montagna Spaccata, con le tre fenditure nella roccia e la cappella sospesa a 30 metri sul mare, è uno dei luoghi più singolari del Lazio meridionale.
Gaeta ha due facce che raramente si trovano così vicine: la città balneare animata d’estate e il borgo storico quasi silenzioso anche nei mesi di punta. La Cappella d’Oro con i suoi affreschi rinascimentali, la Basilica con il campanile del 1148 e il mercato del pesce pomeridiano lungo il porto sono esperienze che richiedono una giornata intera per essere vissute con calma.
Sermoneta
Tra i Monti Lepini e la piana pontina, Sermoneta è uno di quei borghi che fa capire cosa si intende con il termine “gioiello medievale”. Il centro storico è un dedalo di vicoli in pietra calcarea con archi, portali, bifore e stemmi che sembrano progettati per essere fotografati ad ogni angolo. Le case sono costruite nella stessa pietra grigia del territorio, il che dà al borgo una coerenza visiva rara.
Il monumento principale è il Castello Caetani, una fortezza del XIII secolo appartenuta alla potente famiglia feudale che controlò la zona per secoli e che anche il Dante del Purgatorio cita. Il castello è visitabile e offre una vista sull’Agro Pontino che arriva fino al mare. Il borgo ospita anche il Giardino Caetani e la Loggia dei Mercanti, da secoli cuore commerciale della comunità. Fatto raramente menzionato: a Sermoneta si celebra ancora una fiera medievale che richiama figuranti da tutta l’Italia centrale.
San Felice Circeo
Ai piedi del Parco Nazionale del Circeo, San Felice Circeo è un borgo medievale arroccato sul promontorio con una piazza panoramica da cui si vede l’intero arcipelago Pontino: Ponza, Palmarola, Ventotene e — nelle giornate più limpide — i profili dell’isola di Zannone. Il centro storico, con la torre dei Templari e i vicoli bianchi, ha dimensioni compatte ma è ben conservato.
Il borgo è il punto di accesso più comodo al Parco Nazionale del Circeo — uno dei parchi più antichi d’Italia (1934), con la Selva di Circe che è una delle ultime foreste di pianura del paese, i laghi costieri e le dune. Chi viene per una giornata puù combinare la visita al borgo con una camminata verso il Picco di Circe (541 metri, con panorama eccezionale) o un’escursione in kayak lungo la costa rocciosa del promontorio.
I borghi della Ciociaria e dell’area frusinate
La Ciociaria — corrispondente in gran parte alla provincia di Frosinone — è una delle aree del Lazio più sottovalutate dal turismo nazionale. Eppure ospita alcuni borghi di assoluta qualità, con storie che risalgono all’età classica e patrimoni artistici che non hanno nulla da invidiare alle destinazioni più celebrate.
Anagni
Anagni è conosciuta come la “città dei papi” perché diede i natali a quattro pontefici tra il XII e il XIV secolo, tra cui Bonifacio VIII — protagonista del celebre schiaffo di Anagni del 1303, quando l’emissario di Filippo IV di Francia lo schiaffeggiò fisicamente nel suo palazzo. Il centro storico medievale è compatto e percorribile a piedi in mezza giornata, con il Palazzo dei Papi, alcune chiese romaniche di grande pregio e una serie di vicoli che salgono verso la rocca.
La Cattedrale di Santa Maria, del XII secolo, conserva nella cripta inferiore la Cripta di San Magno — interamente coperta di affreschi medievali in uno stato di conservazione eccezionale, considerata una delle più importanti dell’Italia centrale. Non è un sito molto frequentato dal turismo internazionale, e questo è paradossalmente un vantaggio: si visita in silenzio, senza code, con la possibilità di osservare i dettagli con calma. La Casa Barnekow, decorata da lapidi in diverse lingue con iscrizioni di carattere esoterico, è un’altra tappa insolita del centro storico.
Alatri
Alatri ospita alcune delle mura megalitiche preromane più impressionanti d’Italia: costruite dagli Ernici in un periodo che va tra il IV e il III secolo a.C., sono alte fino a 20 metri, lunghe 3 km e prive di qualsiasi legante — i blocchi di pietra calcarea sono posati gli uni sugli altri con una precisione tale che le costruzioni si reggono ancora oggi senza malta. La leggenda locale le attribuisce ai Ciclopi, da cui il nome comune di “mura ciclopiche”.
L’Acropoli con le due porte monumentali è il monumento più antico e celebrato del borgo. Il centro storico medievale che si sviluppa intorno conserva anche il chiostro di San Francesco, dove si trova un affresco medievale che raffigura Cristo all’interno di un labirinto — un’iconografia rarissima in Italia, ancora oggi non del tutto spiegata dagli studiosi.
Atina
Al confine con la Campania, Atina è uno dei borghi della Ciociaria con la storia più profonda. Chiamata la “città di Saturno” perché la tradizione la vuole fondata dal dio dell’Olimpo, ha una cinta muraria tra le più imponenti del mondo italico: mura poligonali preromane che risalgono all’età degli Ernici, ancora parzialmente visibili sul colle di Santo Stefano. Il borgo è diviso in tre aree distinte — il centro, il Colle e la frazione di Ponte Melfa — ognuna con caratteristiche proprie.
La cucina di Atina è tra le più interessanti della Ciociaria: fagioli cannellini locali di qualità eccezionale, il Cabernet di Atina (uno dei pochi vini DOC dell’area frusinate) e una tradizione di piatti di legumi e paste fatte a mano che si trova ancora nelle trattorie del centro. Il paesaggio intorno ad Atina, con i Monti della Meta sullo sfondo, è tra i più spettacolari di tutto il Lazio meridionale.
I borghi della Sabina e del Reatino
La provincia di Rieti e la Sabina — l’area collinare tra Roma e Rieti, distribuita su entrambe le province — sono probabilmente il territorio meno conosciuto del Lazio nonostante ospitino paesaggi e borghi di notevole qualità. Chi li attraversa una volta fatica a capire perché non siano più conosciuti.
Castel di Tora
È uno di quei borghi che sembrano usciti da una fotografia. Castel di Tora si affaccia sul Lago del Turano, un bacino artificiale degli anni Trenta circondato da montagne boschive: il paese si specchia nell’acqua verde dal livello variabile, e a seconda della stagione sembra galleggiare o emergere dall’acqua stessa. Si trova all’interno della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia e ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club — un riconoscimento riservato ai borghi dell’entroterra italiano di qualità.
Dalla cima del Monte Navegna, nelle giornate di tramontana, si vede ad occhio nudo la cupola di San Pietro. Le Cascate delle Vallocchie sono raggiungibili gratuitamente a piedi dal paese con una camminata di circa 40 minuti. Del castello medievale sopravvive la torre pentagonale, un tempo mastio della fortezza. Il borgo è piccolo e quasi privo di strutture turistiche, il che è paradossalmente uno dei suoi punti di forza: niente flussi, niente code, niente prezzi gonfiati.
Greccio
Nel Reatino, Greccio è il borgo che nel 1223 ospitò il primo presepe vivente della storia cristiana, quello allestito da San Francesco d’Assisi nella grotta del colle. Il santuario francescano costruito attorno a quella grotta si raggiunge a piedi dal borgo attraverso un sentiero nel bosco, e conserva ancora oggi quella dimensione di raccoglimento che distingue i luoghi francescani più autentici dai siti turistici.
Il borgo è piccolo e tranquillo, con una bella vista sulla Valle del Velino. La visita è perfetta da combinare con il vicino Lago di Piediluco e le Cascate delle Marmore — tecnicamente in Umbria, ma a pochi chilometri dal confine laziale e parte di qualsiasi itinerario che copra questa zona del Reatino.
Come scegliere tra i borghi del Lazio
La risposta dipende da cosa si cerca. I borghi del Lazio offrono esperienze molto diverse tra loro e è difficile fare un elenco che soddisfi tutti. Chi vuole un paesaggio unico e struggente andrà a Civita di Bagnoregio. Chi cerca la storia classica più profonda troverà la risposta a Sutri o Anagni. Chi vuole il mare combinato con un’atmosfera autentica sceglierà tra Sperlonga e Gaeta. Chi cerca qualcosa di completamente insolito andrà a Calcata Vecchia e si troverà in un borgo che non si aspettava.
Un consiglio che vale per quasi tutti: evitare agosto e i weekend di luglio per i borghi più noti. Civita di Bagnoregio, Sperlonga, Castel Gandolfo in agosto sono molto affollati — la stessa esperienza in primavera o in autunno è completamente diversa. Meno cara, più silenziosa, più autentica. E in molti casi la luce e i colori sono più belli.
Per chi parte da Roma, tutti i borghi di questo articolo sono raggiungibili in giornata o nel weekend. Per chi viene da fuori regione, il Lazio si presta a itinerari tematici di più giorni — Tuscia e Civita di Bagnoregio per tre giorni, Castelli e Prenestini per due, costa pontina e Monti Lepini per un weekend lungo. Su lazioshopping.it trovi approfondimenti specifici su ciascuno di questi luoghi, con informazioni pratiche aggiornate su orari, accessi e cosa mangiare.
Domande frequenti sui borghi del Lazio
Quanti borghi del Lazio sono riconosciuti come “I Borghi più Belli d’Italia”?
Al momento il Lazio conta oltre venticinque borghi nell’associazione “I Borghi più Belli d’Italia”: tra questi Civita di Bagnoregio, Sperlonga, Sutri, Vitorchiano, Calcata Vecchia, Castel di Tora, Atina, Greccio, San Felice Circeo, Nemi, Sermoneta e molti altri. L’associazione seleziona borghi con spiccato interesse storico, artistico e paesaggistico che rispettano determinati standard di conservazione e accoglienza.
Qual è il borgo del Lazio più vicino a Roma?
Tra i borghi storici di qualità, Castel Gandolfo e Nemi sono i più vicini, a circa 25–30 km dal centro di Roma e raggiungibili anche con i mezzi pubblici. Subiaco e Ariccia sono leggermente più distanti ma comunque entro i 40 km. Calcata Vecchia si trova a circa 45 km dalla capitale nella Valle del Treja. Tutti sono raggiungibili in meno di un’ora di auto.
C’è un borgo del Lazio famoso per la sua cucina?
Diversi. Ariccia è la capitale della porchetta — la porchetta di Ariccia ha IGP e una sagra annuale. Nemi è nota per le fragole. Atina per i fagioli cannellini e il Cabernet di Atina DOC. Sperlonga per il pesce fresco e i crudi di mare. La Ciociaria in generale è una delle zone del Lazio con la tradizione gastronomica più ricca: pasta fatta in casa, legumi dei Monti Ernici, formaggi di pecora e olio extravergine di qualità.
Qual è il periodo migliore per visitare i borghi del Lazio?
Primavera (aprile–maggio) e autunno (settembre–ottobre) sono in assoluto i periodi migliori per quasi tutti i borghi del Lazio. In primavera i paesaggi sono al massimo della bellezza, le temperature sono ideali per camminare all’aperto e l’affluenza è molto inferiore rispetto all’estate. In autunno il foliage delle faggete e dei boschi della Tuscia è spettacolare. L’estate funziona bene per i borghi costieri come Sperlonga e Gaeta; i borghi dell’entroterra sono meglio fuori stagione. L’inverno trasforma luoghi come Civita di Bagnoregio o Calcata in scenari quasi desertici, silenziosi, con una luce bassa che li rende molto fotogenici.
Hai già visitato qualcuno dei borghi del Lazio in questa lista? Raccontaci quale ti ha sorpreso di più o quale non avresti mai messo in cima alla tua lista prima di averlo visto. Accettiamo anche suggerimenti su borghi che secondo te meriterebbe inserire.


