Il Mercato di Testaccio non è un mercato come gli altri. Non è il mercato folkloristico pensato per i turisti, non è un food court travestita da mercato popolare, non è neanche il classico mercato rionale dove si compra solo frutta e verdura. È tutte e tre le cose insieme: un luogo dove i romani del quartiere vengono ancora a fare la spesa il sabato mattina, dove i visitatori trovano una delle concentrazioni più dense di cibo di strada romano autentico della città, e dove sotto i pavimenti trasparenti si trovano i resti di un antico porto commerciale romano del I-II secolo d.C.
Il Mercato di Testaccio ha riaperto nel 2012 nella sua sede attuale in Via Aldo Manuzio, in una struttura coperta progettata con rigore geometrico e linee minimaliste: 5.000 metri quadrati, circa cento banchi, un parcheggio interrato e quell’area archeologica che pochi si aspettano di trovare. Questo articolo raccoglie tutto quello che serve sapere per visitarlo: orari, i banchi migliori, cosa mangiare, cosa comprare e come arrivare.
Mercato di Testaccio: orari e informazioni pratiche
Indirizzo: Via Aldo Manuzio 66b, 00153 Roma (Testaccio)
Orari: Lunedì-Sabato 7:00-15:00 • Domenica: chiuso
Ingresso: gratuito
Parcheggio: parcheggio interrato da 270 posti sotto la struttura
Metro: Linea B, fermata Piramide, poi circa 10 minuti a piedi
Autobus: linee 23, 75, 280 — fermata Testaccio
Momento migliore: sabato mattina dalle 8:00 alle 10:00 per la massima vitalità
L’ingresso al Mercato di Testaccio è completamente gratuito e il mercato è aperto dal lunedi al sabato. Il sabato è la giornata più vivace: si riempie di romani che fanno la spesa per il weekend, di turisti che hanno sentito parlare di Mordi e Vai, e di qualche foodie romano che non manca mai. Arrivare tra le 8:00 e le 10:00 è la scelta giusta: i prodotti sono freschi, l’atmosfera è al massimo e le code ai banchi gastronomici sono ancora gestibili. Dopo le 11:30 la fila da Mordi e Vai inizia a diventare seria.
La storia del Mercato di Testaccio e del quartiere
Per capire il Mercato di Testaccio bisogna capire Testaccio. Il quartiere crebbe alla fine dell’Ottocento intorno al Mattatoio, il grande macello municipale di Roma aperto nel 1891: migliaia di operai e macellai che lavoravano alle bestie e che ricevevano parte del compenso in natura, sotto forma di quinto quarto. Il quinto quarto era tutto ciò che rimaneva dell’animale dopo aver tolto i quattro quarti nobili destinati ai ricchi: frattaglie, trippa, coda, cervello, pajata, coratella. Da questa necessità economica nasce la “cucina del quinto quarto”, uno dei patrimoni gastronomici più originali di Roma.
Il primo mercato di Testaccio era collocato nell’omonima piazza. Quando nel 2012 la struttura fu demolita e il mercato trasferito nella sede attuale di Via Aldo Manuzio, la preoccupazione era che il trasloco potesse cambiare il carattere del luogo. Non è andata così: molti dei banchi storici si sono spostati nella nuova sede, portandosi dietro i clienti di sempre, e la nuova struttura ha attirato anche nuovi operatori. Il risultato è un mercato che mescola generazioni e proposte in modo che funziona.
L’area archeologica sotto i pavimenti trasparenti
Uno degli aspetti più sorprendenti del Mercato di Testaccio è quello che non si vede immediatamente: i resti di un antico porto commerciale romano del I-II secolo d.C. si trovano sotto i pavimenti in parte trasparenti della struttura. Camminando tra i banchi, guardando verso il basso, si vedono attraverso il vetro i resti di magazzini portuali, anfore e contenitori per il trasporto di olio e vino, strutture del porto che serviva l’Urbe prima che il Tevere cambiasse corso.
L’area archeologica si estende per circa 7.000 metri quadrati sotto il mercato ed è visitabile gratuitamente durante gli orari di apertura, con pannelli informativi che spiegano i reperti. È uno di quei dettagli di Roma che stupisce sempre: fare la spesa al sabato mattina camminando letteralmente sopra duemila anni di storia portuale.
I banchi migliori del Mercato di Testaccio
Mordi e Vai (Box 15)
Il banco più famoso del Mercato di Testaccio e probabilmente il più famoso per i panini con la cucina romana di tradizione. Sergio Esposito propone al Box 15 una selezione di circa dodici tipi di panini più la proposta del giorno: trippa, polpette fritte, polpette al pomodoro, stracotto di vitello, stracotto di pollo, salsicce e cicorietta, scottona con rucola e pachino, carciofo alla romana con scaglie di pecorino, picchiappò. È cucina del quinto quarto servita in un panino morbido, senza pretese e con una qualità costante che ha reso il banco celebre ben oltre Testaccio. La fila c’è quasi sempre: la regola è arrivare prima di mezzogiorno.
Le Mani in Pasta
Alessandro e Alessandra producono pasta fresca al banco ogni mattina: cannelloni, ravioli e gnocchi fatti a mano con farina biologica e kamut, materie prime bio e a km zero. È uno dei pochi banchi del mercato dove la pasta fresca viene realizzata davanti agli occhi del cliente, e la qualità si vede sia nei prodotti che nella lunga lista di clienti fedeli che tornano ogni settimana. Fanno anche servizio di catering a domicilio: dettaglio utile per chi vuole la pasta fresca di Testaccio anche fuori dal mercato.
Il banco del pesce di Romina
Il banco del pesce di Romina è specializzato in cucina ittica espressa: le preparazioni di pesce che escono dal banco arrivano fresche dalla pescheria di famiglia che si trova a pochi metri di distanza. La distanza tra il pesce e la padella è di circa quindici metri. È il tipo di filiera corta che nei ristoranti di mare si paga profumatamente e qui si trova a prezzi da mercato.
Spiros e lo street food greco
Dal 2019 al Mercato di Testaccio ha aperto Spiros, che porta uno street food greco autentico in mezzo alla cucina romana: gyros, souvlaki, piatti a base di feta e verdure mediterranee. Non è la scelta più tradizionale del mercato ma è diventata una delle più frequentate, specialmente da chi cerca un pranzo veloce e leggero alternativo alle frattaglie. La presenza di un banco greco in un mercato romano tradizionale dice qualcosa sulla direzione in cui sta andando Testaccio.
I banchi alimentari tradizionali
Al di là dei banchi gastronomici, il Mercato di Testaccio conserva un’offerta solida di prodotti freschi: frutta e verdura di stagione (con banchi che propongono puntarelle, cicoria, carciofi e le altre verdure tipiche romane quando è stagione), carne fresca, formaggi e salumi, pane e pasta artigianale. Ci sono anche banchi di abbigliamento, calzature, casalinghi e fiori: tutto ciò che compone un mercato rionale romano completo. Il mercato conta circa 100 operatori distribuiti nei 5.000 mq della struttura.
L’Open Day del Mercato di Testaccio
Una volta al mese il Mercato di Testaccio si trasforma in qualcosa di completamente diverso: l’Open Day porta il mercato aperto dalle 8 del mattino fino a mezzanotte. Il bar centrale del mercato si trasforma in milonga per il tango argentino nel pomeriggio; i banchi diventano postazioni per l’aperitivo; la sera si organizzano cene e si chiude con un DJ set. È una delle iniziative più originali dei mercati romani e attira un pubblico molto diverso da quello del mercato mattutino. Le date dell’Open Day vengono pubblicate sulla pagina Facebook e sul sito di mercatoditestaccio.it. Su lazioshopping.it trovi altri articoli sul quartiere Testaccio, sulla cucina romana e sulle migliori esperienze gastronomiche di Roma.
Domande frequenti sul Mercato di Testaccio
Il Mercato di Testaccio è aperto la domenica?
No, il Mercato di Testaccio è chiuso la domenica. Gli orari di apertura sono dal lunedì al sabato, dalle 7:00 alle 15:00. L’ingresso è gratuito. Il momento migliore per visitarlo è il sabato mattina tra le 8:00 e le 10:00: massima vitalità, prodotti freschi e code ancora gestibili ai banchi gastronomici più gettonati.
Come si arriva al Mercato di Testaccio?
Il Mercato di Testaccio si trova in Via Aldo Manuzio 66b. Con la metro si prende la Linea B fino a Piramide e si cammina circa 10 minuti. Con l’autobus ci sono le linee 23, 75 e 280 con fermata in zona Testaccio. È disponibile un parcheggio interrato sotto la struttura da 270 posti per chi arriva in auto. Il quartiere Testaccio è anche comodamente raggiungibile a piedi dal Circo Massimo (5 minuti) o dall’Aventino.
Cos’è il quinto quarto e perché è legato a Testaccio?
Il quinto quarto è il termine che indica le frattaglie e le parti meno nobili dell’animale (trippa, coda, coratella, pajata, cervello, lingua) che rimanevano dopo aver diviso la carcassa nei quattro quarti principali destinati ai clienti più abbienti. Gli operai del Mattatoio di Testaccio — il grande macello municipale di Roma aperto nel 1891 — venivano pagati in parte con queste frattaglie. Da questa tradizione nasce la cucina del quinto quarto, uno dei patrimoni gastronomici più originali di Roma, che al Mercato di Testaccio sopravvive nei panini di Mordi e Vai e in altri banchi del mercato.
Sei già stato al Mercato di Testaccio o lo stai inserendo nel tuo itinerario romano? Raccontaci il tuo banco preferito o chiedici consigli su cosa mangiare e cosa comprare.