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Tesori dei Faraoni: orari, biglietti e opere

Alle Scuderie del Quirinale di Roma è in corso una delle mostre più straordinarie degli ultimi anni: Tesori dei Faraoni, un percorso tra 130 capolavori dell’antico Egitto che non aveva precedenti in Italia dai primi anni Duemila. Il progetto nasce da un’iniziativa di diplomazia culturale tra Italia ed Egitto, che ha consentito il prestito eccezionale di opere dai principali musei egiziani — in molti casi mai uscite dal paese prima d’ora.

In questa guida trovi tutto quello che serve per organizzare la visita alla mostra i tesori dei faraoni Roma: le date, gli orari, il costo del biglietto, le opere imperdibili, il percorso in sei sezioni e qualche consiglio pratico. La mostra ha avuto un successo tale da essere stata prorogata: se stai pianificando una visita a Roma nei prossimi mesi, questa è senza dubbio una delle esperienze culturali più significative che la città offre in questo periodo.

Tesori dei Faraoni: di cosa si tratta

La mostra Tesori dei Faraoni è aperta alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 24 ottobre 2025 al 14 giugno 2026 (la data originale era il 3 maggio 2026, ma il successo di pubblico — 250.000 biglietti staccati nei primi 90 giorni di apertura — ha spinto a una proroga). È curata dal Dr. Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo e tra i più autorevoli egittologi in attività.

Il progetto espositivo riunisce 130 opere provenienti dal Museo Egizio del Cairo, dal Museo di Luxor e, con un prestito speciale, dal Museo Egizio di Torino. Molti di questi pezzi non erano mai stati esposti fuori dall’Egitto. È la seconda volta in assoluto che l’Egitto autorizza un’esposizione di questa portata in Italia, dopo quella di Palazzo Grassi a Venezia nei primi anni Duemila: un dettaglio che dà la misura di quanto sia eccezionale l’occasione.

La mostra si inserisce nell’ambito delle relazioni culturali tra Italia ed Egitto nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa, e rappresenta un esempio di cooperazione basata sulla valorizzazione del patrimonio condiviso. Non è solo una mostra di reperti egizi: è anche un atto diplomatico, con tutto il significato che questo porta con sé in termini di selezione delle opere, accordi di prestito e garanzie di conservazione.

Il percorso: le sei sezioni tematiche

Il percorso della mostra tesori dei faraoni scuderie del quirinale è articolato in sei sezioni tematiche che affrontano la civiltà egizia da angolazioni diverse, senza seguire un’organizzazione meramente cronologica. È una scelta narrativa che funziona: invece di un catalogo di epoche, il visitatore trova una serie di domande sulla società egizia — com’era il potere, cosa si credeva, come si viveva, come si moriva — e le opere forniscono le risposte.

Il potere divino dei faraoni

La prima sezione affronta il tema del ruolo sacro del faraone, figura insieme umana e divina nella cosmologia egizia. Tra le opere più imponenti di questa sezione c’è la Triade di Micerino (Antico Regno), una scultura monumentale in diorite nera che raffigura il faraone affiancato dalla dea Hathor e dalla dea Bat. È una delle più straordinarie sculture dell’antico Egitto, con una resa anatomica e una forza espressiva che colpisce anche chi non conosce nulla di egittologia. Sono presenti anche le statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III, ciascuna con la propria storia di committenza e significato.

La vita quotidiana e la struttura sociale

Una delle sezioni meno scontate della mostra è quella dedicata alla vita ordinaria degli egizi: funzionari, artigiani, donne di corte. La poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, è un oggetto che racconta il registro domestico e affettivo di una civiltà spesso rappresentata solo nella sua dimensione funeraria o regale. È un mobile d’uso quotidiano diventato dono per l’eternità: vederlo fisicamente è uno di quei momenti in cui la distanza di tremila anni si assottiglia.

Le credenze religiose e la spiritualità

La terza sezione esplora il sistema religioso egizio, con le sue divinità, i rituali, il rapporto tra il mondo dei vivi e quello degli dei. È qui che si capisce meglio perché gli egizi costruivano i loro templi in un certo modo, perché certi oggetti avevano forme specifiche, perché il rapporto tra forma artistica e funzione religiosa era indissolubile. Gli oggetti esposti in questa sezione includono statuette votive, amuleti e iscrizioni che mostrano la capillarità della pratica religiosa nella vita quotidiana.

I rituali funerari e l’aldilà

La sezione più spettacolare dal punto di vista visivo è quella dedicata alle pratiche funerarie. Qui si trovano alcune delle opere più straordinarie della mostra: il sarcofago d’oro della regina Ahhotep (Nuovo Regno), la maschera funeraria d’oro di Amenemope, il sarcofago d’oro di Thuya (nonna del faraone Akhenaton), la copertura funeraria d’oro del faraone Psusennes I (Terzo Periodo Intermedio) e il Grande Collare di Psusennes I in oro, lapislazzuli e corniola. L’oro è ovunque: non come ostentazione, ma come elemento teologico — era il materiale del sole, dell’immortalità, della divinità.

I gioielli reali

Una sezione a parte è dedicata ai gioielli reali, che nella civiltà egizia non erano semplici ornamenti ma oggetti carichi di significato simbolico e apotropaico. La Collana delle Mosche d’Oro della regina Ahhotep è forse il pezzo più singolare: le mosche d’oro erano onorificenze militari, concesse a chi aveva dimostrato coraggio in battaglia. Che una regina le portasse dice qualcosa di inaspettato sul suo ruolo e sulla sua storia personale.

La Città d’Oro e le recenti scoperte archeologiche

L’ultima sezione è la più legata all’attualità: è dedicata alla Città d’Oro di Amenofi III, un insediamento urbano risalente al regno di Amenhotep III e Akhenaton, portato alla luce nel 2021 dall’archeologo Zahi Hawass — lo stesso che ha curato il catalogo della mostra. Utensili, sigilli e amuleti restituiscono la voce degli artigiani che costruivano la grandezza dei re: è una sezione che mostra come l’egittologia sia una scienza viva, con scoperte che continuano a cambiare la nostra comprensione di questa civiltà.

La mostra si chiude con la Mensa Isiaca, databile tra il 30 a.C. e il 395 d.C., concessa dal Museo Egizio di Torino. È un simbolo del legame tra Alessandria e Roma, e rappresenta l’origine, nel 1626, della lunga passione torinese per l’Egitto.

Tesori dei Faraoni biglietti: prezzi, orari e come acquistare

La mostra è aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 10:00 alle 20:00. L’ultimo ingresso è consentito alle 19:00: un’ora prima della chiusura, quindi chi arriva tardi non ha il tempo per un’esperienza soddisfacente. Meglio calcolare almeno un’ora e mezza per una visita tranquilla, due ore se si vuole leggere i pannelli con attenzione.

Il costo del biglietto i tesori dei faraoni Roma è il seguente: biglietto intero € 18,00, biglietto ridotto € 12,00. I biglietti si acquistano online sul sito ufficiale delle Scuderie del Quirinale (scuderiequirinale.vivaticket.it) oppure in cassa. L’acquisto online è fortemente consigliato, specialmente nei fine settimana: con 250.000 biglietti venduti nei primi tre mesi, le affluenze sono molto sostenute.

Per le prenotazioni di gruppo e le visite guidate il contatto di riferimento è [email protected]. Le visite guidate sono particolarmente utili per questa mostra: la profondità storica e teologica dei reperti esposti è tale che avere una guida esperta fa una differenza significativa nell’esperienza complessiva.

In alternativa alla guida in carne e ossa, la mostra mette a disposizione delle audioguide d’autore — una scelta molto riuscita: le voci sono quelle di Zahi Hawass e di Roberto Giacobbo, che conducono il visitatore attraverso la storia, i misteri e le meraviglie dell’antico Egitto. È un modo di visitare la mostra più personale, che si adatta bene a chi preferisce i propri tempi.

Le Scuderie del Quirinale: dove si trova la mostra

Le Scuderie del Quirinale si trovano in Via XXIV Maggio 16, Roma, nel cuore del centro storico, a pochi passi da Piazza Venezia, dai Fori Imperiali e dalla Fontana di Trevi. La struttura, costruita alla fine del Seicento come scuderia del palazzo presidenziale, è oggi uno degli spazi espositivi più importanti di Roma: gli spazi interni, con le alte volte e la luce naturale che entra dalle finestre alte, si prestano bene a mostre di grandi dimensioni e si adattano particolarmente all’Egitto antico, che aveva nei grandi spazi solenni uno dei suoi tratti più caratteristici.

Si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici: le fermate Barberini (Metro A) o Quirinale (bus) sono le più comode. In auto il parcheggio in zona è difficile e costoso: il consiglio è di arrivare con la metro o a piedi dal centro. La posizione centrale rende facile abbinare la visita a una passeggiata nel centro storico: dopo la mostra, la Fontana di Trevi e il Pantheon sono raggiungibili a piedi in dieci minuti.

Consigli pratici per la visita

Qualche indicazione per chi vuole organizzare bene la giornata.

L’orario migliore per visitare i tesori dei faraoni mostra Roma è la mattina nei giorni feriali, possibilmente dal martedì al giovedì. I weekend e i giorni festivi sono i più affollati — con questi numeri di visitatori, le sale nelle ore di punta possono essere piuttosto piene. Chi va la mattina presto in settimana trova un’esperienza molto più raccolta e silenziosa.

Il catalogo della mostra, curato dall’egittologo Zahi Hawass e pubblicato da Allemandi Editore, è disponibile in mostra e nelle librerie specializzate. Con 400 pagine, è un volume pensato come opera autonoma e non come semplice accompagnamento all’esposizione: utile sia prima sia dopo la visita per approfondire i temi trattati.

Per le scuole e le famiglie con ragazzi, è disponibile un programma didattico sviluppato con il Museo Egizio di Torino e l’Università La Sapienza. Chi viene con bambini potrebbe trovare utile prenotare in anticipo uno dei laboratori o delle visite strutturate per le famiglie.

Conclusione

La mostra Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale è uno di quegli eventi che capitano raramente. Centotrenta opere eccezionali, molte mai uscite dall’Egitto, in uno spazio espositivo tra i più belli di Roma, con un allestimento curato da uno dei più autorevoli egittologi del mondo. Il successo di pubblico — 250.000 visitatori in tre mesi e la proroga fino a giugno 2026 — dice qualcosa di preciso: questa mostra ha intercettato un interesse genuino, non solo il solito turismo culturale di passaggio.

Se stai pianificando una visita a Roma tra ora e il 14 giugno 2026, è una tappa che vale la pena inserire in agenda. Il costo del biglietto € 18 è in linea con le grandi mostre italiane, e l’esperienza che si porta a casa è difficile da trovare altrove. Acquista il biglietto online in anticipo — specialmente se vuoi venire nel fine settimana — e calcola almeno due ore per la visita.

Se hai già visitato la mostra o stai raccogliendo informazioni per pianificare la gita, lascia un commento qui sotto: qualsiasi consiglio o domanda è benvenuta.

FAQ — Domande frequenti sulla mostra Tesori dei Faraoni

Fino a quando è aperta la mostra Tesori dei Faraoni a Roma?

La mostra tesori dei faraoni Roma è aperta fino al 14 giugno 2026. La data originale di chiusura era il 3 maggio 2026, ma il successo straordinario — 250.000 biglietti nei primi 90 giorni — ha portato alla proroga. La mostra è aperta tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00).

C’è un catalogo della mostra?

Sì. Il catalogo di Tesori dei Faraoni è curato dall’egittologo Zahi Hawass ed è pubblicato da Allemandi Editore. Ha 400 pagine ed è pensato come un volume autonomo — non il solito libretto da mostra, ma un testo che vale anche indipendentemente dalla visita. È acquistabile in mostra e nelle librerie specializzate.

La visita guidata alla mostra è inclusa nel biglietto?

No. Il biglietto dei tesori dei faraoni (intero €18, ridotto €12) non include la visita guidata, che va prenotata separatamente contattando [email protected]. È disponibile anche l’audioguida d’autore con le voci di Zahi Hawass e Roberto Giacobbo, che si attiva tramite dispositivo mobile: è un’alternativa valida per chi preferisce visitare in autonomia ma con un supporto narrativo.

Hai già visitato la mostra Tesori dei Faraoni?

Raccontaci com’è stata nei commenti: qual è l’opera che ti ha colpito di più? E se stai ancora pianificando la visita, hai domande su orari, biglietti o come raggiungere le Scuderie? Siamo qui.