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Museo Barracco Roma: cosa vedere e orari

A Roma ci sono musei che tutti conoscono e musei che quasi nessuno conosce. Il Museo Barracco appartiene alla seconda categoria, eppure è uno di quelli che, una volta visitati, si ricordano. Si trova in Corso Vittorio Emanuele II, a pochi metri da Campo de’ Fiori, dentro il Palazzo della Piccola Farnesina, un edificio rinascimentale che già di per sé vale uno sguardo. All’interno, su quattro piani, si conserva una delle più particolari collezioni di scultura antica d’Italia: opere egizie, assire, cipriote, fenice, greche, etrusche e romane, raccolte nell’Ottocento dal senatore calabrese Giovanni Barracco con una coerenza di gusto raramente riscontrabile nelle collezioni private.

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è un museo civico del Comune di Roma, e come tale è accessibile a condizioni molto favorevoli. L’ingresso è gratuito per tutti, tutto l’anno. È piccolo, raccolto, si visita in meno di un’ora, e non ha code. È esattamente il tipo di museo che manca nel circuito dei grandi attrattori turistici romani, e che invece offre una qualità di esperienza che i posti affollati non riescono più a dare.

 

Chi era Giovanni Barracco e perché ha creato questa collezione

Giovanni Barracco (1829–1914) era un politico e collezionista nato a Isola di Capo Rizzuto, in Calabria. Eletto deputato e poi senatore del regno, trascorse gran parte della vita adulta a Roma, dove strinse amicizia con artisti, archeologi e intellettuali dell’epoca. La sua passione per l’antichità lo portò a costruire nel corso di decenni una raccolta di scultura antica di notevole qualità, con un criterio che oggi definiremmo quasi museologico: non oggetti qualsiasi ma pezzi rappresentativi di ogni grande civiltà mediterranea, disposti in modo da raccontare l’evoluzione della scultura dall’Egitto faraonico alla Roma imperiale.

Nel 1902 Barracco donò l’intera collezione al Comune di Roma, con la condizione che fosse esposta al pubblico in modo permanente. Il Comune fece costruire appositamente un piccolo palazzo in stile medievale (l’attuale Palazzetto Farnesina ai Baullari, poi noto come Piccola Farnesina) in Corso Vittorio Emanuele. Da lì la storia si complicò: il palazzo fu demolito per l’allargamento stradale, la collezione fu temporaneamente dispersa e poi ricollocata nell’attuale sede, ovvero la Piccola Farnesina quattrocentesca in Corso Vittorio 168, dove si trova ancora oggi.

La cosa che colpisce di più, guardando la raccolta, è proprio questa coerenza di sguardo: Barracco non era un accumulatore ma un selezionatore. Ogni pezzo è stato scelto per qualità intrinseca e significato storico-artistico. È la raccolta di chi capiva quello che comprava, e non aveva bisogno di acquistare in quantità per dimostrarlo.

 

Cosa vedere al Museo Barracco: le sale e le opere

Il Museo Barracco si sviluppa su quattro piani del palazzo, ognuno dedicato a civiltà o periodi diversi. Il percorso è cronologico e geografico insieme: si parte dalle antichità orientali più remote e si arriva alla romanità imperiale.

 

La sezione egizia

Il piano terreno e il primo piano ospitano la sezione egizia, con pezzi che coprono un arco temporale vastissimo: dall’Antico Regno (circa 2700-2200 a.C.) fino all’età tolemaica. Tra i pezzi più importanti si segnalano una testa in basalto nero di funzionario del Medio Regno, con la resa di quell’equilibrio tra idealizzazione e ritrattistica che è tipica dell’arte egizia medievale, e alcune stele funerarie con geroglifici in ottimo stato di conservazione. C’è anche un piccolo ma pregevole nucleo di sculture cipriote, testimonianza di quella zona di confine tra Oriente e Grecia che è l’isola di Cipro.

 

Le sculture assire e fenicie

Una delle sezioni più rare del Museo Barracco è quella dedicata all’arte assira: rilievi in alabastro provenienti dai palazzi reali di Ninive e Nimrud, con scene di caccia e di guerra che mostrano la tecnica narrativa e la potenza espressiva della scultura mesopotamica del IX-VII sec. a.C. Questi pezzi sono rari nei musei italiani, e la loro presenza nella raccolta di Barracco dice molto sulla qualità dei suoi contatti con il mercato antiquario europeo dell’Ottocento. Ci sono anche alcune opere di area fenicia e palmirena, a completare il panorama delle civiltà semitiche.

 

La scultura greca: copie e originali

La sezione greca è quella più ampia e probabilmente la più studiata. Il Museo Barracco conserva sia originali greci — pochi ma di qualità — che copie romane di originali greci perduti. Tra i pezzi di maggior pregio una testa di Apollo in marmo pario attribuita all’ambito del Kalamis, un testa femminile detta “Musa Barracco” che richiama i modi della scultura dell’età classica (450-400 a.C.), e un rilievo con testa di giovane di produzione attica del V sec. a.C. Di grande interesse anche la testa di Saffo, copia romana da un originale greco perduto, di qualità tale da far capire perché Barracco la ritenesse uno dei pezzi più preziosi dell’intera raccolta.

 

Etruschi e Roma

I piani superiori completano il percorso con la sezione etrusca — qualche busto e urna cineraria, meno densa delle altre sezioni ma significativa per completezza del racconto — e con quella romana. Nella sezione romana spiccano alcuni ritratti di età augustea e giulio-claudia, con quella verità fisionomica tipica del ritratto romano che nessun’altra civiltà antica ha saputo raggiungere con la stessa sistematicità. C’è anche un’interessante testa di Antonino Pio, e alcuni frammenti di decorazione architettonica che completano il quadro.

 

Museo Barracco Roma: orari, biglietti e come arrivare

Il Museo Barracco è aperto con i seguenti orari:

Martedì–venerdì: 9:30 – 19:00 (ult. ingresso 18:30)

Sabato e domenica: 10:00 – 19:00

Chiuso: lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio, 1° maggio e 15 agosto

L’ingresso è completamente gratuito, tutto l’anno, senza prenotazione. Non ci sono code. È uno dei musei gratuiti di Roma più completi e meno affollati del centro storico. Nella prima domenica del mese l’ingresso ai musei civici di Roma è gratuito per tutti: in questo caso il Barracco fa già parte di quel sistema, essendo sempre a ingresso libero.

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 166/168 – Roma

Come arrivare: Bus 40, 62, 64 (fermata Largo di Torre Argentina o Corso Vittorio Emanuele) – a piedi da Campo de’ Fiori in 5 minuti o dal Pantheon in 15 minuti. Non esiste una metropolitana nelle vicinanze immediate. L’ingresso è accessibile per i visitatori con disabilità motoria.

 

Perché vale la pena visitare il Museo Barracco

La risposta onesta è che il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è uno di quei musei che cambiano leggermente il modo in cui si guarda alle cose. Non perché contenga opere famosissime — non è quello il punto — ma perché offre una visione sinottica delle civiltà mediterranee antiche che pochissimi musei, anche molto più grandi, riescono a costruire in modo così coerente. Camminare da una sala all’altra significa saltare da Ninive ad Atene, dall’Egitto dei faraoni alla Roma dei Cesari, senza che il filo si perda mai.

Per chi viene a Roma con poco tempo e cerca un’alternativa ai percorsi sovraffollati, il Museo Barracco è la risposta giusta: gratuito, centrale, poco affollato, di alta qualità. Si visita in 45-60 minuti, ed è a 5 minuti a piedi da Campo de’ Fiori e 10 da Piazza Navona. Su lazioshopping.it trovi altri articoli sui musei gratuiti di Roma e sulle collezioni civiche meno conosciute.

 

Domande frequenti sul Museo Barracco

 

Il Museo Barracco è gratuito?

Sì, il Museo Barracco di Roma è a ingresso completamente gratuito tutti i giorni di apertura, senza prenotazione. È un museo civico del Comune di Roma e come tale rientra nel sistema dei musei capitolini ad accesso libero. Non ci sono biglietti, non ci sono code. L’unica cosa necessaria è presentarsi negli orari di apertura (mar-ven 9:30-19:00, sab-dom 10:00-19:00) e il museo è chiuso il lunedì.

 

Quanto tempo ci vuole per visitare il Museo Barracco?

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è un museo di dimensioni contenute: la visita completa dei quattro piani richiede circa 45-60 minuti per chi si ferma con attenzione sulle opere principali. Chi sceglie un ritmo più veloce può fare un giro in 30 minuti. Non ci sono audioguide permanenti disponibili, ma le didascalie in italiano e inglese sono chiare. È il museo giusto per una sosta cultura in un itinerario che include Campo de’ Fiori, Piazza Navona o il Pantheon.

 

Cosa rende unico il Museo Barracco rispetto agli altri musei di Roma?

La peculiarità principale del Museo Barracco è la sua trasversalità geografica e cronologica: in un unico palazzo si trovano sculture egizie, assire, cipriote, fenice, greche, etrusche e romane, selezionate da un collezionista privato con criteri museologici prima che il termine esistesse. È una raccolta che permette di confrontare direttamente la rappresentazione del corpo umano, del volto e del gesto attraverso culture diverse. Secondo museo più importante è anche il palazzo stesso: la Piccola Farnesina è un edificio rinascimentale di grande eleganza, spesso ignorato dai turisti.

 

Hai già visitato il Museo Barracco o lo stai inserendo nel tuo itinerario romano? Raccontaci la tua esperienza o chiedici quale opera non perdere assolutamente tra le sale.