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Mostra Hokusai: le opere del maestro giapponese a Roma

Roma ospita una delle mostre più attese del 2026. Dal 27 marzo al 29 giugno, Palazzo Bonaparte dedica a Katsushika Hokusai la più grande esposizione mai allestita in Italia per il maestro giapponese: oltre duecento opere, provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, in un percorso che attraversa tutta la carriera di uno degli artisti più influenti della storia visiva mondiale.

Il nome di Hokusai è noto a quasi tutti — anche a chi non si considera appassionato di arte giapponese. La Grande Onda presso Kanagawa è forse l’immagine più riprodotta al mondo dopo la Gioconda. Eppure la mostra va molto oltre quell’unica opera: racconta chi era davvero Hokusai, come lavorava, come pensava, perché il suo modo di guardare il mondo ha cambiato l’arte europea — dal post-impressionismo fino a Monet, Van Gogh, Debussy.

Questa guida raccoglie tutto quello che serve per organizzare la visita: date e orari, prezzi dei biglietti, le opere principali in mostra e qualche informazione su Palazzo Bonaparte e su come arrivare.

 

Chi era Hokusai: il pittore che voleva creare opere divine

Parlare di Hokusai senza partire dalla sua biografia sarebbe un errore. Non perché la vita di un artista spieghi necessariamente la sua opera, ma perché nel caso di Hokusai la personalità e il percorso artistico sono così intrecciati da essere impossibili da separare.

Katsushika Hokusai nasce nel 1760 a Edo, l’odierna Tokyo, e muore nel 1849 all’età di 88 anni. Cresce e lavora nel periodo Edo (1603–1868), la stagione di massima fioritura della cultura del “Mondo fluttuante” — l’Ukiyo-e, la tradizione artistica giapponese delle stampe e dei dipinti che raffigurano scene di vita quotidiana, paesaggi, figure femminili, attori del teatro kabuki e nature morte. In questo ambiente Hokusai non è solo un protagonista: è il protagonista assoluto, il nome che ha ridefinito i confini di ciò che quell’arte poteva fare.

C’è una frase di Hokusai che dice tutto: a 75 anni dichiarò di aver finalmente “capito qualcosa” e promise che, se fosse vissuto fino a 110 anni, avrebbe creato opere “divine”. Non era una battuta. Era la mentalità di un artista che considerava il percorso verso la perfezione un processo infinito, e che ha continuato a sperimentare fino agli ultimi anni di vita con la stessa energia dei primi.

Nel corso della sua lunghissima carriera Hokusai cambiò nome più di trenta volte — ogni cambio segnava un nuovo inizio artistico, un distanziamento da ciò che aveva fatto prima. Ha prodotto stampe, dipinti, manga (intesi come disegni umoristici e illustrativi, non i fumetti moderni), libri illustrati, cartoni per kimono, opere su seta. È stato prolifico in un modo che per noi occidentali è difficile anche solo da immaginare.

La sua arte è profondamente radicata nella natura: il movimento dell’acqua, il vento tra i rami, la neve sulle vette, il volo degli uccelli. Non è una natura romantica o sentimentale — è una natura osservata con precisione quasi scientifica, e poi trasfigurata attraverso la linea e il colore in qualcosa di universale. È esattamente questa qualità che renderà la sua opera comprensibile e amata in Europa, molto più di qualsiasi altro artista giapponese prima di lui.

 

La mostra di Hokusai a Roma: cosa espone Palazzo Bonaparte

La mostra Hokusai Roma 2026 è costruita come un percorso cronologico e tematico attraverso l’intera produzione del maestro. L’organizzazione è di Arthemisia, e la collezione esposta proviene dal Museo Nazionale di Cracovia — un’istituzione molto nota in Giappone per la qualità della sua raccolta, ma relativamente poco frequentata dai visitatori italiani. Per questa mostra il museo presta le sue opere in Italia per la prima volta, e si tratta della prima grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia.

Un’ulteriore valenza simbolica è data dalla data stessa: il 2026 è l’anno che segna i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, avviate nel 1866. La mostra è anche un omaggio a questa amicizia culturale di lunga data.

Le opere principali: dalla Grande Onda ai Manga

Il cuore della mostra è ovviamente la sezione dedicata alle Trentasei Vedute del Monte Fuji, la serie che include la celeberrima Grande Onda presso Kanagawa. Quello che molti non sanno è che la Grande Onda non è l’opera di un artista giovane e ispirato: Hokusai la crea intorno ai 70 anni, quando ha già alle spalle decenni di sperimentazione. È il frutto di una maturità tecnica e visiva che non ha precedenti nella storia dell’arte giapponese.

Accanto alle Trentasei Vedute, la mostra presenta le Cento Vedute del Monte Fuji, serie meno nota ma altrettanto straordinaria per la varietà di prospettive e situazioni in cui la montagna sacra appare, scompare, si trasforma. Poi ci sono le Cinquantatré Stazioni del Tōkaidō, le opere legate alla tradizione delle vedute di viaggio lungo la strada che collegava Edo a Kyoto, e i celebri Manga — quindici volumi di schizzi e studi che nei secoli sono diventati un manuale visivo della vita giapponese dell’epoca Edo.

L’uso del blu di Prussia è uno degli aspetti tecnici più interessanti che la mostra permette di apprezzare dal vivo: Hokusai fu tra i primi artisti giapponesi ad adottare questo pigmento di origine europea, usandolo per la prima volta nella Grande Onda. Il risultato è quella qualità di azzurro intenso e vibrante che rende le sue stampe immediatamente riconoscibili. Vedere gli originali di persona — con la carta giapponese, la grana dell’inchiostro, le sfumature reali — è un’esperienza completamente diversa dalla visione delle riproduzioni digitali.

 

Gli oggetti e i costumi giapponesi

Una delle novità più interessanti di questa mostra rispetto ad altre esposizioni dedicate a Hokusai è la presenza di una ricca sezione di oggetti e manufatti giapponesi d’epoca. Accanto alle stampe e ai dipinti trovano spazio laccature, smalti cloisonné, armature, elmi e spade, accessori da viaggio e strumenti musicali classici. Sono oggetti che contestualizzano l’arte di Hokusai nella vita materiale del Giappone Edo.

I costumi tradizionalikimono, giacche haori e fasce obi — completano il racconto visivo e creano un dialogo tra arte, vita quotidiana e spiritualità. Non è una mostra solo su un artista: è una mostra su un’intera civiltà visiva, con Hokusai come guida.

 

Hokusai e l’arte europea: il Giapponismo

Uno dei percorsi tematici più affascinanti della mostra riguarda l’influenza di Hokusai sull’arte occidentale. La diffusione delle stampe ukiyo-e in Europa nella seconda metà dell’Ottocento — fenomeno noto come Giapponismo — ha cambiato radicalmente il modo in cui pittori, architetti e compositori europei guardavano al mondo.

I nomi sono quelli di chi ha fatto la storia dell’arte moderna: Monet collezionava stampe di Hokusai e le appendeva nei corridoi di casa sua a Giverny; Van Gogh ha copiato esplicitamente alcune sue composizioni; Degas ha ripreso la sua abitudine di tagliare le figure ai bordi della composizione. Persino Claude Debussy ha dichiarato di essersi ispirato alla Grande Onda per il suo La mer. Le sale di Palazzo Bonaparte raccontano questo dialogo transculturale in modo esplicito, con comparazioni e rimandi che aiutano a capire quanto sia stato profondo l’impatto di questo artista al di là dei confini giapponesi.

 

Orari e biglietti della mostra Hokusai a Roma

La mostra Hokusai Roma è aperta a Palazzo Bonaparte (Piazza Venezia, Roma) dal 27 marzo al 29 giugno 2026. Gli orari sono:

Lunedì–Giovedì: 9:00 – 19:30

Venerdì, Sabato e Domenica: 9:00 – 21:00

La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura in tutti i giorni.

I biglietti per la mostra Hokusai Roma si acquistano online (prenotazione fortemente consigliata) o direttamente in biglietteria. In quest’ultimo caso l’ingresso potrebbe comportare attese per il rispetto delle capienze. L’audioguida è inclusa nel costo del biglietto (eccetto per biglietti gruppi e scuole).

Intero: € 17,00

Ridotto (over 70, ragazzi 11–17 anni, forze dell’ordine, diversamente abili, giornalisti con tessera, possessori Card Arthemisia o biglietto di altra mostra Arthemisia): € 16,00

Ridotto universitari (ogni martedì escluso festivi, senza limite d’età): € 15,00

Ridotto ATAC (possessori abbonamento annuale Metrebus Card, lunedì-venerdì escluso festivi, solo in biglietteria): € 15,00

Ridotto Trenitalia (clienti con biglietto Frecciarossa/Frecciargento/Frecciabianca con destinazione Roma, data antecedente fino a 2 giorni): € 12,50 (solo in biglietteria)

Ridotto bambini (4–10 anni): € 7,00

Biglietto Open (ingresso senza blocco di data e fascia oraria): € 19,00

 

Palazzo Bonaparte: dove si trova e come arrivare

La sede della mostra è Palazzo Bonaparte, uno degli edifici storici più affascinanti di Roma, situato in Piazza Venezia, nel cuore della città. Il palazzo prende il nome dalla famiglia Bonaparte: qui visse, fino alla morte nel 1836, Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone. Il balcone d’angolo sul quale si narrava che l’anziana madre osservasse il traffico della piazza è ancora lì, coperto dal caratteristico tendone verde che è diventato quasi un simbolo del palazzo.

Dal 2021 Palazzo Bonaparte è uno dei principali spazi espositivi di Roma per le grandi mostre temporanee, gestito da Arthemisia. La posizione in Piazza Venezia lo rende uno dei luoghi più raggiungibili della città: è praticamente al centro di tutto.

In autobus: praticamente qualsiasi linea con fermata a Piazza Venezia è utile. È una delle fermate più centrali e servite di Roma, raggiungibile da tutti i quartieri.

In metro: la fermata più vicina è Colosseo (linea B), da cui si cammina circa 10 minuti. In alternativa la fermata Barberini (linea A) con un percorso di una quindicina di minuti.

In tram: le linee 8 e H fermano nelle vicinanze di Largo Argentina, a pochi minuti a piedi.

Il palazzo non dispone di parcheggio interno. Per chi viene in auto, i parcheggi a pagamento più comodi si trovano in zona Circo Massimo o Villa Borghese, con collegamento a piedi o in tram.

 

La mostra di Hokusai vale la visita?

Sì, e sarebbe strano il contrario. La mostra Hokusai Roma 2026 non è una di quelle esposizioni costruite attorno a pochi pezzi di richiamo circondati da pannelli didattici: ha oltre duecento opere originali, una collezione proveniente da un museo che le presta in Italia per la prima volta, e un percorso che permette di capire davvero chi fosse Hokusai — non solo la Grande Onda.

Il fatto che la mostra sia aperta fino a domenica 29 giugno dà tempo sufficiente per pianificare la visita senza fretta, anche se in uno spazio come Palazzo Bonaparte è sempre consigliabile acquistare i biglietti in anticipo per evitare code. I venerdì sera e il sabato — con apertura fino alle 21:00 — sono spesso i momenti più belli per visitare una mostra di questo tipo: la luce cambia, il ritmo è più lento, e Hokusai è un artista che merita di essere guardato senza la pressione delle code.

Per chi è interessato alle mostre a Roma nel 2026, questa è senza dubbio l’appuntamento più significativo della stagione primaverile. Su lazioshopping.it trovi altri approfondimenti sugli eventi culturali e le mostre del Lazio, per non perderti nulla di ciò che la città offre.

 

Domande frequenti sulla mostra Hokusai Roma

Fino a quando è aperta la mostra di Hokusai a Roma?

La mostra Hokusai Roma è aperta a Palazzo Bonaparte dal 27 marzo al 29 giugno 2026. Ci sono quindi tre mesi di tempo per organizzare la visita.

L’audioguida è compresa nel biglietto?

Sì, l’audioguida è inclusa nel prezzo del biglietto per i visitatori individuali. Non è inclusa nei biglietti per gruppi e per le scuole, che seguono tariffe e modalità di prenotazione separate.

Da dove provengono le opere in mostra?

Le oltre 200 opere esposte provengono dalla collezione del Museo Nazionale di Cracovia, istituzione molto nota in Giappone per la qualità della sua raccolta. Questo museo presta le sue opere in Italia per la prima volta e presenta a Palazzo Bonaparte la prima grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia.

Ci sono riduzioni per chi arriva in treno?

Sì. I clienti in possesso di un biglietto Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Roma possono accedere a un biglietto ridotto a € 12,50, acquistabile esclusivamente presso la biglietteria della mostra. Il biglietto del treno deve avere una data antecedente fino a due giorni all’ingresso e va esibito all’entrata.

 

Hai già visitato la mostra o stai organizzando la visita? Raccontaci le tue impressioni su Hokusai o chiedici consigli su come organizzare la giornata a Roma attorno all’evento.