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A Roma il cibo di strada non è una moda recente importata dall’America o dal Sud-Est asiatico. È una tradizione secolare che ha le sue radici nella cucina povera del centro storico e dei quartieri popolari: il supplì fritto, la pizza al taglio venduta a peso, la porchetta tagliata sul bancone, il fritto di baccalà del venerdì. Prima ancora che qualcuno inventasse il termine street food, i romani mangiavano in piedi fuori dalle frittellare e dalle rosticcerie di quartiere.

Lo street food di Roma oggi è un ecosistema che mescola la tradizione con qualche innovazione riuscita: il trapizzino che ha inventato una categoria nuova, le pizzerie al taglio che hanno alzato il livello dei prodotti, i mercati coperti che sono diventati destinazioni gastronomiche. Chi visita Roma per qualche giorno e vuole mangiare bene senza sedersi in un ristorante ogni volta ha a disposizione uno dei patrimoni di cibo di strada più ricchi e variegati d’Italia. Questo articolo raccoglie cosa mangiare a Roma street food e dove trovarlo, quartiere per quartiere.

 

I classici: il cibo di strada romano per eccellenza

 

Il supplì al telefono

Il supplì è la cosa più romana che esiste nel panorama del cibo di strada. Si tratta di una pallina di riso fritto con all’interno un cuore di mozzarella filante: quando si morde, il filo di formaggio si allunga come il cavo di un telefono dei tempi antichi, ed è per questo che il supplì classico si chiama “al telefono”. L’impanatura esterna è croccante, il riso è condito con sugo di pomodoro e a volte ragù, l’interno caldo e filante. Si mangia in piedi, caldo, quasi sempre con le mani. Va consumato entro pochi minuti: freddo non è la stessa cosa.

Il supplì si trova in quasi ogni pizzeria al taglio di Roma, ma quelli migliori sono quelli fritti al momento, non riscaldati. Il Mercato di Testaccio ha alcuni banchi di riferimento; Supplì Roma in Via San Francesco a Ripa a Trastevere è uno dei locali più noti della città per questo prodotto. Il prezzo oscilla tra € 1,50 e € 2,50 a seconda del posto e della dimensione.

 

La pizza al taglio

La pizza al taglio romana non è la pizza napoletana. È una pizza a base alta (in teglia), con una pasta leggera e alveolata, cotta in grandi teglie rettangolari e venduta a peso: si indica il pezzo che si vuole, viene tagliato, pesato, e il prezzo si calcola in base ai grammi. La varietà di condimenti in una buona pizzeria al taglio di Roma è notevole: margherita classica, patate e rosmarino, zucchine e fiori di zucca, mortadella e pistacchio, bianca con prosciutto e fichi in estate.

Il Forno Campo de’ Fiori è il punto di riferimento più visitato dai turisti nell’area centrale; Panificio Roscioli (sempre vicino a Campo de’ Fiori) è quello più apprezzato dai romani per la qualità dell’impasto. In quasi ogni quartiere c’è una buona pizzeria al taglio: la regola è semplice, preferire quelle dove la pizza è sfornata frequentemente e la fila è composta da romani, non solo da turisti.

 

Il trapizzino

Il trapizzino è l’unica invenzione recente dello street food romano che ha davvero attecchito e si è diffusa. Fu creato da Stefano Callegari a Testaccio nel 2008: un triangolo di pizza bianca con i bordi chiusi, riempito con i grandi classici della cucina romana in umido. Il contenuto cambia: polpette al sugo, coda alla vaccinara, pollo alla cacciatora, parmigiana di melanzane. La pizza assorbe il sughetto, il morso è soddisfacente, è sostanzioso. È uno di quei prodotti che si mangia una volta e si torna a cercare.

I locali si trovano a Testaccio, Prati, Trastevere e in altri quartieri romani. Il prezzo si aggira sui € 4-5 a trapizzino.

 

Il fritto di baccalà

Il fritto di baccalà è tradizionalmente il cibo di strada del venerdì, legato alle usanze cattoliche del giorno di magro. Il baccalà (merluzzo dissalato) viene immerso in una pastella di acqua e farina e fritto in olio bollente: il risultato è una frittura croccante fuori, morbida e saporita dentro. Dar Filettaro a Santa Barbara, vicino a Campo de’ Fiori, è il locale più storico di Roma per questo prodotto: la fila fuori anche in settimana dice tutto. Il prezzo: circa € 3-4 a pezzo.

 

La porchetta

La porchetta non nasce a Roma ma a Roma si mangia da secoli. È il maiale intero arrostito lentamente con rosmarino, finocchio, aglio e pepe: la carne è morbida, la cotenna esterna croccante. Si mangia in panino, sul pane casareccio o da sola. I banchi di porchetta più frequentati di Roma si trovano al Mercato di Testaccio e in diversi mercati rionali. Mordi e Vai al Mercato di Testaccio, famoso per i suoi panini con le interiora (ma anche con la porchetta), è un punto di riferimento consolidato. Il prezzo: circa € 4-6 per un panino con la porchetta.

 

Il Mercato di Testaccio: la capitale dello street food romano

Se c’è un posto a Roma che concentra in pochi metri quadri il meglio dello street food tradizionale, quello è il Mercato di Testaccio. Si trova in Via Aldo Manuzio, nel quartiere Testaccio, ed è il più autentico mercato coperto del centro storico romano. Non è un mercato per turisti: è un mercato di quartiere dove la gente compra verdure, formaggi e salumi, ma ha anche una serie di banchi di cibo cotto di altissimo livello.

Mordi e Vai è il banco di Sergio Esposito, uno dei più noti della città: panini con le interiora (trippa, coda, nervetti), porchetta, fritti. I prezzi sono contenuti e la qualità altissima. Ci sono anche banchi di supplì fritti al momento, pizze al taglio, fritti di baccalà il venerdì, tramezzini romani. Il Mercato di Testaccio è aperto dal lunedì al sabato, la mattina. Il sabato è il giorno più vivace ma anche il più affollato. Arrivare entro le 11:00 per trovare tutto disponibile e meno coda.

 

Street food Roma centro: quartiere per quartiere

 

Campo de’ Fiori e Ghetto Ebraico

L’area intorno a Campo de’ Fiori è probabilmente la più densa di cibo di strada nel centro storico. Il Forno Campo de’ Fiori (pizza al taglio e pane), Dar Filettaro (baccalà fritto), Roscioli (pizza e gastronomia di alto livello). A pochi minuti a piedi, nel Ghetto Ebraico, si trovano i carciofi alla giudia: i carciofi romani fritti interi in olio bollente fino a diventare croccanti come chips. Non sono un cibo da strada nel senso stretto ma molte trattorie del Ghetto li servono anche da asporto. È il piatto più iconico della cucina ebraico-romana.

 

Trastevere

Trastevere è piena di locali di cibo di strada, con una concentrazione maggiore verso la parte più interna del quartiere (meno turistica). Supplì Roma in Via San Francesco a Ripa è il punto di riferimento per i supplì; ci sono pizzerie al taglio storiche, friggitorie, bar con maritozzi con la panna (uno dei grandi classici della colazione romana: un panino dolce soffice ripieno di panna montata). La sera Trastevere si anima e lo street food si mescola con l’aperitivo dei locali.

 

Rione Monti e Via dei Serpenti

Il Rione Monti, tra il Colosseo e la stazione Termini, è diventato negli ultimi anni uno dei quartieri più vivaci di Roma per il cibo. Via dei Serpenti è la via principale con la più alta concentrazione di locali interessanti: pizzerie al taglio sperimentali, gastronomie con cucina romana, wine bar con taglieri. È il posto giusto per chi vuole street food di qualità in un’atmosfera da quartiere romano contemporaneo, a cinque minuti dal Colosseo.

 

Pigneto e Ostiense

Per chi vuole uscire dal circuito più turistico, Pigneto e Ostiense offrono cibo di strada a prezzi più accessibili e con un pubblico più romano. Pigneto è il quartiere dei locali alternativi, con diversi street food asiatici e mediorientali mescolati con i classici italiani. Ostiense, vicino al Gazometro e al Mercato di Testaccio, ha una scena gastronomica vivace soprattutto la sera. Entrambi i quartieri si raggiungono facilmente con il tram (tram 3 per Ostiense, bus per Pigneto).

 

Domande frequenti sullo street food di Roma

 

Qual è il cibo di strada più tipico di Roma?

Il cibo di strada più tipicamente romano è il supplì al telefono: una pallina di riso fritto con mozzarella filante all’interno. È presente in quasi ogni pizzeria al taglio di Roma e costa tra € 1,50 e € 2,50. Subito dopo vengono la pizza al taglio (venduta a peso, moltissime varietà di condimento), il trapizzino (triangolo di pizza bianca ripieno di piatti romani in umido) e il fritto di baccalà (tradizionalmente il venerdì, nel Ghetto e vicino a Campo de’ Fiori).

 

Dove mangiare street food a Roma senza spendere molto?

Il posto più conveniente per lo street food a Roma è il Mercato di Testaccio (Via Aldo Manuzio, aperto lun–sab mattina): supplì fritti, panini con porchetta o trippa, fritti di baccalà, pizza al taglio. Tutto a prezzi da mercato rionale. Le pizzerie al taglio di quartiere (Monti, Pigneto, Prati, Ostiense) sono quasi sempre più convenienti e di qualità migliore rispetto a quelle nel cuore del centro turistico. Un pasto di street food completo si fa tranquillamente con € 6-10.

 

Lo street food romano è adatto ai vegetariani?

Roma street food è tendenzialmente molto orientata alla carne, ma ci sono diverse opzioni per i vegetariani. La pizza al taglio ha moltissime varietà senza carne (patate e rosmarino, zucchine e fiori di zucca, melanzane, formaggi). Il supplì classico è vegetariano. I carciofi alla giudia nel Ghetto Ebraico sono privi di carne. Il maritozzo con la panna è dolce e vegetariano. Chi è vegano ha meno opzioni nel cibo di strada tradizionale romano, ma le pizzerie al taglio di nuova generazione tendono ad avere varietà vegane.

 

Hai già provato lo street food romano o stai pianificando il tuo giro gastronomico a Roma? Raccontaci il tuo supplì o il tuo panino preferito, o chiedici consigli su dove trovare il meglio nel quartiere che stai visitando.