Nel cuore della Tuscia meridionale, a circa 60 km da Roma lungo la Via Cassia, Civita Castellana è una di quelle città che nasconde più di quanto mostri. In superficie è un centro di provincia tranquillo, con un bel centro storico su un promontorio tufaceo e una piazza animata. Ma appena si comincia a guardare oltre, emergono tre cose che rendono Civita Castellana unica nel panorama laziale: un forte rinascimentale progettato dai Sangallo per conto dei Borgia, un canyon di tufo tra i più spettacolari del Lazio da percorrere a piedi, e una tradizione ceramica che non è nata nel Novecento ma affonda le radici nella civiltà dei Falisci, il popolo che abitava queste terre prima ancora dei Romani.
Questo articolo raccoglie cosa vedere a Civita Castellana, come arrivare da Roma, la storia della ceramica locale e i consigli per organizzare una giornata o un weekend.
Civita Castellana dove si trova e come arrivare
Civita Castellana si trova in provincia di Viterbo, nel Lazio settentrionale, a circa 60 km da Roma lungo la Via Cassia (SS2). È uno dei principali centri della Tuscia meridionale, una zona che include anche i comuni di Nepi, Sutri, Caprarola e Ronciglione.
In auto: Via Cassia SS2 da Roma in direzione nord fino a Civita Castellana (circa 50-60 minuti dal GRA). Alternativa: Autostrada A1 uscita Magliano Sabina + deviazione.In treno: linea Roma Termini – Viterbo (via Orte), fermata Civita Castellana-Borghetto (circa 1 ora). Dalla stazione al centro si può raggiungere con autobus locale o taxi.In autobus: COTRAL da Saxa Rubra (capolinea linea A metro) con fermata a Civita Castellana.
La Via Cassia è la strada più panoramica per chi viene da Roma: attraversa i colli della Tuscia con paesaggi di campagna aperta, pascoli e boschi di querce. Nei mesi estivi l’ora di punta del traffico è il venerdì pomeriggio: preferire la partenza in mattinata.
La storia di Civita Castellana: dai Falisci ai Sangallo
Prima che i romani arrivassero, su questo plateau tufaceo circondato da canyon del fiume Treja vivevano i Falisci: un popolo italico strettamente imparentato con i Latini ma con una propria lingua (il falisco), una propria cultura e una grande tradizione artigianale. La città si chiamava Falerii ed era il centro principale della civiltà falisca. Roma la conquistò definitivamente nel 241 a.C., dopo la seconda guerra falisca: ma invece di integrarla, la distrusse e ne costruì una nuova, Falerii Novi, in pianura. L’antico sito sul promontorio rimase abbandonato per secoli, poi reoccupato nel Medioevo, e da quel nucleo medievale nasce la Civita Castellana che si vede oggi.
Nel 1494 papa Alessandro VI Borgia decise di trasformare la città in una fortezza a difesa dello Stato Pontificio e affidò il progetto al grande architetto Giuliano da Sangallo, poi continuato dal nipote Antonio da Sangallo il Giovane. Il risultato è il Forte Sangallo: uno dei complessi militari rinascimentali più belli d’Italia, e oggi sede del Museo Nazionale Etrusco.
Il Forte Sangallo e il Museo Nazionale Etrusco
Il Forte Sangallo si trova nel cuore di Civita Castellana: la sua mole di mattoni rossi, con le torri angolari e il fossato, domina il centro storico con quella solidità un po’ opprimente tipica dell’architettura militare rinascimentale. Fu progettato da Giuliano da Sangallo a partire dal 1494, ampliato dal nipote Antonio da Sangallo il Giovane nel primo Cinquecento, e servì effettivamente come prigione per gran parte della sua storia (tra i reclusi illustri ci fu anche il pittore Benvenuto Cellini).
Oggi il forte ospita il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sezione di Civita Castellana: una collezione dedicata alla civiltà falisca e ai siti etruschi dell’area. La raccolta comprende ceramiche falische, terrecotte architettoniche, bronzi, ex-voto e reperti dai santuari della zona. È uno dei punti di accesso più diretto alla cultura falisca, spesso relegata in secondo piano rispetto agli Etruschi di Tarquinia o Cerveteri ma affascinante esattamente quanto quella.
La Cattedrale di Santa Maria Maggiore
La Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Civita Castellana è uno degli edifici romanici più interessanti del Lazio settentrionale. Fu costruita tra il XII e il XIII secolo e presenta un’iconica facciata con portico su colonne, molto diversa dalle chiese romane coeve: è il tipo di architettura che si vede anche a Viterbo e a Tuscania, con quel gusto per le superfici in pietra grigia e i dettagli scultorei essenziali. All’interno si conservano il cosmatesco (pavimento marmoreo policromo con tessere di porfido e marmo), elementi del ciborio medievale e affreschi.
La firma dell’architetto, incisa nella pietra del portico, è quella di Jacopo di Lorenzo da Cosma (1210): uno dei rari casi in cui un artigiano medievale ha lasciato il proprio nome inciso nell’opera. La cattedrale affaccia su Piazza del Duomo, con la fontana centrale e i palazzi circostanti: è il cuore del centro storico di Civita Castellana, il posto giusto per cominciare o finire una visita.
Le ceramiche di Civita Castellana: una storia millenaria
Quando si parla di ceramiche di Civita Castellana è necessario andare più a fondo di quanto di solito non si faccia. La tradizione ceramica locale non nasce con il distretto industriale del Novecento: nasce molto prima, e per capirla bisogna tornare ai Falisci.
La civiltà falisca è nota agli studiosi, tra le altre cose, per la qualità straordinaria della sua produzione ceramica. Nelle necropoli e nei santuari dell’area di Falerii sono stati trovati vasi a figure rosse e a figure nere di altissimo livello, spesso con decorazioni che mostrano stretti legami con la ceramica attica greca importata attraverso le rotte commerciali tirreniche. I ceramisti falisco-etruschi raggiungono nei secoli IV-III a.C. una qualità artigianale che non ha nulla da invidiare alle produzioni delle principali officine del Mediterraneo antico.
Questa tradizione non si interrompe con la conquista romana: continua, si trasforma, si adatta ai gusti romani. Nel Medioevo Civita Castellana è già nota per la produzione di maiolica, e i documenti dell’epoca attestano la presenza di fornaci attive. La grande trasformazione arriva nel Novecento, quando il distretto ceramico di Civita Castellana diventa uno dei più importanti d’Europa per la produzione di sanitari in porcellana (rubinetti, lavabi, piatti doccia): un settore che ha poco a che fare con l’artigianato tradizionale ma che radica le sue competenze tecniche in una cultura della lavorazione dell’argilla che ha tremila anni di storia.
Quello che conta, per chi visita Civita Castellana con interesse per la ceramica, è che la città ha una relazione con questo materiale che non è di moda o di marketing: è strutturale, storica, profonda. Il museo nel Forte Sangallo ne è la testimonianza più diretta: le ceramiche falische esposte sono il punto di partenza di tutto, e vederle in quel contesto cambia il modo in cui si guardano le fornaci moderne della zona.
La Forra del Treja: il canyon di tufo da percorrere a piedi
A pochi chilometri dal centro di Civita Castellana, il fiume Treja ha scavato nel tufo vulcanico uno dei canyon più suggestivi del Lazio: la Forra del Treja. Il percorso principale si sviluppa lungo il fondovalle per circa 8-10 km (andata e ritorno), con pareti di tufo alte fino a 40 metri, vegetazione fitta che in certi tratti forma una volta verde sopra il sentiero, mulini medievali diroccati, ponti in pietra e i resti della Via Amerina, l’antica strada romana che collegava Roma all’Umbria.
La Forra del Treja fa parte del Parco Naturale del Treja, e il percorso è classificato come escursionistico (difficoltà media): richiede scarpe da trekking, soprattutto nei mesi piovosi quando il sentiero di fondovalle è fangoso. Il punto di accesso principale si trova nel comune di Monte Gelato (non lontano dalle Cascate di Monte Gelato, raggiungibili dallo stesso parco). L’atmosfera della Forra del Treja, specialmente in primavera con la vegetazione lussureggiante e l’acqua del fiume chiara, è tra le più belle del Lazio nord.
Un dettaglio che pochi conoscono: lungo la Forra, nel banco di tufo, sono visibili tombe etrusche a camera scavate direttamente nella roccia e tracce della via romana basolata, con le ruote dei carri che hanno lasciato solchi profondi nei basoli. È uno dei pochi posti nel Lazio in cui si vede concretamente la stratificazione della storia su un paesaggio naturale, senza dover pagare un biglietto d’ingresso o aspettare in coda.
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Domande frequenti su Civita Castellana
Civita Castellana vale una giornata intera?
Sì, Civita Castellana vale tranquillamente una giornata intera. Il programma classico include: mattina al Forte Sangallo e Museo Nazionale Etrusco (1,5-2 ore), visita alla cattedrale e passeggiata nel centro storico (1 ora), pranzo in una delle trattorie del centro, pomeriggio nella Forra del Treja (2-3 ore di escursione). Chi vuole abbinare anche Sutri o Nepi (entrambe a meno di 20 km) deve calcolare due giorni o fare scelte più nette.
Cosa si vede al Museo Etrusco di Civita Castellana?
Il Museo Nazionale Etrusco nel Forte Sangallo di Civita Castellana raccoglie reperti della civiltà falisca e dei siti etruschi dell’area: ceramiche a figure rosse e nere di età falisca (IV-III sec. a.C.), terrecotte architettoniche dai santuari locali, bronzi, ex-voto, monili. È una delle poche collezioni al mondo interamente dedicata alla cultura falisca. Biglietto € 5 intero, gratuito la prima domenica del mese. Orari: martì-domenica 8:30-19:30.
La Forra del Treja è difficile da percorrere?
Il percorso principale nella Forra del Treja è classificato come escursionistico: non richiede attrezzatura tecnica ma è necessario avere scarpe da trekking con suola adeguata, specialmente nei mesi autunnali e invernali quando il fondo è fangoso. La lunghezza del percorso principale è di circa 4-5 km in una direzione (8-10 km a/r), con qualche tratto sul bordo dell’acqua. Non è adatto ai passeggini e sconsigliato ai bambini molto piccoli per i tratti più scivolosi. Il periodo migliore è la primavera (aprile-maggio) o l’autunno.
Hai già visitato Civita Castellana o stai pianificando la gita? Raccontaci se hai percorso la Forra del Treja o chiedici consigli su come abbinare la visita alle ceramiche e al Forte Sangallo in una sola giornata.