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Grotte di Collepardo: orari, prezzi e riapertura 2026

Nella Ciociaria profonda, sui versanti meridionali dei Monti Ernici, si trova uno dei sistemi carsici più affascinanti del Lazio. Le Grotte di Collepardo si aprono alla base di una gola scavata dall’erosione di un torrente antico, in una rupe che i locali chiamano Rupe del Marginato. All’interno, stalattiti e stalagmiti in formazione ancora attiva, concrezioni che assumono forme straordinarie, volte alte diversi metri, un silenzio e un’umidità che non lasciano indifferenti.

Per molto tempo fu conosciuta come “Grotta dei Bambocci” per via delle concrezioni che ricordano figure umane e animali. Il nome cambiò nel 1904 in “Grotta Regina Margherita di Savoia” dopo la visita storica della prima regina d’Italia. Oggi il nome ufficiale è semplicemente Grotte di Collepardo. Questo articolo raccoglie tutto quello che serve sapere in vista della riapertura: cosa si vede, prezzi, orari storici e come arrivare.

 

Le Grotte di Collepardo: dove si trovano

Le Grotte di Collepardo si trovano nel comune di Collepardo, in provincia di Frosinone, nella Ciociaria, sui Monti Ernici. Il paese di Collepardo è a circa 100 km da Roma e a circa 25 km da Frosinone. La grotta si trova a poca distanza dal centro del paese, raggiungibile in auto in pochi minuti.

Lo stesso comune ospita anche il Pozzo d’Antullo, un’enorme dolina carsica visibile dall’alto (uno dei più grandi inghiottitoi naturali d’Europa, con un diametro di circa 80 metri e una profondità di oltre 60) e la Certosa di Trisulti, un monastero cistercense del XII secolo tra i meglio conservati del Lazio. Per chi viene a Collepardo, la visita alle grotte si abbina naturalmente a questi altri due luoghi straordinari.

 

Cosa si vede nelle Grotte di Collepardo

Le Grotte di Collepardo hanno un percorso turistico di circa 200 metri di gallerie, con una visita guidata della durata di circa 40-50 minuti. Le dimensioni non sono grandi rispetto ad altri sistemi carsici del Lazio, ma la qualità e la varietà delle formazioni interne compensano ampiamente.

 

Le concrezioni e le stalattiti

L’elemento più caratteristico delle Grotte di Collepardo è la varietà e la singolarità delle concrezioni calcaree. Stalattiti e stalagmiti in formazione attiva (il processo richiede centinaia di migliaia di anni, ma è ancora in corso) assumono forme che la fantasia dei visitatori ha sempre associato a figure: animali, figure umane stilizzate, volti, colonne. È questo il motivo del soprannome storico “Grotta dei Bambocci”: alcune delle concrezioni ricordano davvero delle pupazzine di pietra.

Le volte della grotta sono particolarmente ricche: alcune stalattiti scendono per diversi metri dal soffitto e si avvicinano alle stalagmiti del pavimento senza essersi ancora congiunte. Le “colonne” già formate, dove stalattite e stalagmite si sono incontrate nel corso di milioni di anni, sono tra le formazioni più spettacolari dell’intero percorso.

 

La geologia e il sistema carsico

Le Grotte di Collepardo fanno parte di un sistema carsico più ampio che caratterizza tutta la Ciociaria meridionale e i Monti Ernici. La roccia è calcare, solubile nell’acqua acidula: nel corso di milioni di anni l’acqua ha scavato queste gallerie, le ha ampliate e poi ha depositato il calcare disciolto sotto forma di concrezioni. Il processo di scioglimento e deposito è ancora attivo: le grotte cambiano, lentissimamente, ogni giorno.

Insieme alle Grotte di Pastena (gestite dalla stessa società, Laziocrea, a circa 40 km) e alle Grotte di Falvaterra, le Grotte di Collepardo formano il sistema di grotte visitabili più importante del Lazio meridionale.

 

Grotte di Collepardo: la chiusura e la riapertura 2026

La chiusura fu disposta a seguito di un sopralluogo tecnico che aveva rilevato un rischio di caduta massi dal costone principale all’ingresso del sito. La situazione era seria: si era persino ipotizzata una chiusura definitiva.

A partire dal 2024 la Regione Lazio ha avviato le procedure per raccogliere i fondi necessari alla messa in sicurezza. Il 2 febbraio 2026 sono finalmente iniziati i lavori: la Regione ha stanziato 2.250.000 euro per la messa in sicurezza del costone, la riqualificazione del parcheggio e della strada di accesso. L’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale Giancarlo Righini è la riapertura entro giugno 2026.

I lavori prevedono interventi specializzati sul versante roccioso con tecnologie di stabilizzazione dei versanti all’avanguardia, oltre a un’ispezione interna della grotta per verificare le condizioni delle gallerie dopo quasi tre anni di chiusura. La riapertura sarà quindi condizionata anche dall’esito di questa verifica interna.

 

Grotte di Collepardo prezzi e orari storici

I prezzi e gli orari indicati qui sotto sono quelli in vigore prima della chiusura del 2023. Vengono riportati come riferimento per chi vuole pianificare la visita in vista della riapertura, nella consapevolezza che le tariffe potranno variare dopo il rinnovo del sito.

Biglietto adulto: circa € 7–8

Biglietto ridotto (bambini, over 65, scolaresche): circa € 4–5

Visita guidata: obbligatoria, inclusa nel biglietto, durata circa 40-50 minuti

Orari (pre-chiusura, indicativi): apertura nei giorni festivi e prefestivi tutto l’anno; in estate anche durante la settimana. Gli orari esatti variavano stagionalmente.

Verificare sempre le tariffe e gli orari aggiornati sul sito ufficiale o sul sito della regione Lazio

 

Come arrivare alle Grotte di Collepardo da Roma

In auto: da Roma si prende l’Autostrada A1 (Roma-Napoli) fino all’uscita Frosinone, poi si segue la strada provinciale verso Alatri e poi Collepardo. Il percorso totale è di circa 100 km, 1 ora e 20-30 minuti senza traffico. La strada da Alatri a Collepardo sale sui Monti Ernici con curve e panorami sulla Ciociaria: è parte dell’esperienza.

In alternativa si può uscire a Anagni-Fiuggi e raggiungere Collepardo via Fiuggi (circa 20 km). Non esistono collegamenti bus diretti da Roma: l’auto è praticamente indispensabile. Collepardo è a pochi chilometri dalla Certosa di Trisulti (gestita anch’essa da Laziocrea): abbinare i due siti nella stessa giornata è la scelta più comune tra i visitatori. Su lazioshopping.it trovi altri articoli sulle grotte del Lazio e sulla Ciociaria.

 

Domande frequenti sulle Grotte di Collepardo

 

Le Grotte di Collepardo sono aperte?

No. Le Grotte di Collepardo sono chiuse da agosto per rischio caduta massi dal costone principale. Il 2 febbraio 2026 sono iniziati i lavori di messa in sicurezza finanziati dalla Regione Lazio con 2.250.000 euro. La riapertura è prevista entro giugno 2026. Prima di pianificare la visita, verificare aggiornamenti su grottepastenacollepardo.it o sui canali ufficiali della Regione Lazio e del Comune di Collepardo.

Cosa si vede a Collepardo oltre alle grotte?

Il comune di Collepardo ospita altri due siti di grande interesse. Il Pozzo d’Antullo è una dolina carsica (inghiottitoio naturale) di circa 80 metri di diametro e oltre 60 di profondità, visitabile dall’esterno attraverso un percorso panoramico: è uno dei più grandi d’Europa e rimane aperto anche durante la chiusura delle grotte. La Certosa di Trisulti è un monastero cistercense del XII secolo con biblioteca, farmacia storica e chiostri: un luogo di grande bellezza a pochi chilometri dal paese.

 

Come arrivare alle Grotte di Collepardo da Roma?

Da Roma si percorre l’Autostrada A1 fino all’uscita Frosinone, poi si risale verso Alatri e Collepardo (circa 100 km totali, 1h20-1h30 di guida). In alternativa si esce ad Anagni-Fiuggi e si raggiunge Collepardo via Fiuggi (circa 20 km in più). Non esistono bus diretti da Roma: l’auto è indispensabile. Nella stessa giornata si può abbinare la Certosa di Trisulti (pochi km) e il Pozzo d’Antullo (in paese).

 

Stai pianificando la visita alle Grotte di Collepardo dopo la riapertura? Raccontaci i tuoi programmi o chiedici consigli su come organizzare la giornata tra grotte, Certosa di Trisulti e Pozzo d’Antullo.

Attenzione: Le Grotte di Collepardo sono temporaneamente chiuse al pubblico per rischio caduta massi dal costone principale. La riapertura è prevista entro giugno 2026: i lavori di messa in sicurezza sono iniziati il 2 febbraio 2026. Prima di pianificare la visita, verificare aggiornamenti sul sito della Regione Lazio.